«Randagismo, servono più aiuti»
di Francesco Pirisi
L’assessora Romagna: il canile costa al Comune 131mila euro all’anno, la Regione ne riconosce 20mila
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NUORO. «La Regione deve sostenere le campagne contro il randagismo che oggi gravano in maniera preponderante sui comuni». Si fa interprete di una richiesta, che partirebbe da ogni municipio, l’assessora comunale al Paesaggio e Qualità della vita, Valeria Romagna. Qualche giorno fa l’assemblea civica ha deliberato di pagare (come debito fuori bilancio) un conto da 131mila euro, recapitato dall’associazione onlus “Gli amici del fedele amico dell’uomo”, nel cui canile sono ricoverati gli animali raccolti nel territorio comunale. La parcella è per dieci mesi di servizio, tra il 2020 e il 2021. «Un anno di gestione ci costa una cifra vicina ai 150mila euro – precisa l’assessora – mentre la Regione ce ne riconosce appena 20mila». Da poco nelle casse comunali è arrivato il contributo del 2018, mentre sono in ritardo i fondi degli ultimi due anni, nonostante una sollecitazione dell’amministrazione. «Per il momento – aggiunge Romagna – non c’è che da sperare in queste risorse. Ma il nostro obiettivo, sotto l’aspetto finanziario, è che la Regione finanzi per intero sia il servizio offerto dai canili, sia le campagne di adozione dei cani, perché starebbero meglio fuori dal ricovero, con dei padroni che se ne prendono cura». Le leggi del governo (1991) e della Regione (1994 e 2010) sono quelle che hanno messo a carico dei Comuni l’incombenza per il giusto obiettivo di arginare il randagismo e curare gli animali. «Ma sono provvedimenti da modificare in alcune parti – dice Romagna – perché il Comune non può essere l’ente ultimo di una lista di coobbligati, che per caduta si deve prendere il peso e il costo economico di tutti». Da Nuoro parte anche un suggerimento, sempre firmato dall’assessora: «La lotta al randagismo deve vedere insieme Regione, servizi veterinari dell’azienda sanitaria e Comuni. Riguardo agli impegni finanziari – aggiunge Romagna – credo vadano attivate tutte quelle misure del Psr, il programma di sviluppo rurale, che riguardano il benessere animale, i presidi ambientali». In attesa che tra Regione e Comuni mutino le attuali posizioni sugli impegni di spesa, l’amministrazione civica una prima soluzione ce l’ha tuttavia in casa. «Il prossimo bando di affidamento ai canili per l’attività di raccolta dei cani nel nostro territorio e successivo ricovero – aggiunge Romagna – dovrà prevedere anche le azioni di sensibilizzazione alle adozioni». Oggi gli animali portati in canile, perché vagavano per la campagna e la città, spesso rimangono ricoverati diversi anni. «Credo che avranno 300 anni» ha detto ironicamente in consiglio comunale, Emilio Zola, capogruppo della lista di maggioranza, Ripensiamo Nuoro. Zola si rifà al periodo in cui da Nuoro gli animali finivano al canile “Mondo Cane” di Macomer. «Dico questo – aggiunge – per fare capire che sono spesso sempre gli stessi. Mentre si dovrebbe operare in senso contrario, per favorirne l’adozione da quando sono cuccioli, anche per limitare il peso sulle casse comunali». Sul conto presentato dalla onlus “Gli amici del fedele dell’uomo”, nessuna obiezione. L’assessora Romagna conclude: «Il servizio è stato svolto e le spese affrontate, come hanno potuto verificare gli uffici. Non abbiamo pagato prima per limiti di cassa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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