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Delitto di Tortolì, esami sugli abiti del killer di Mirko Farci

Giusy Ferreli
Delitto di Tortolì, esami sugli abiti del killer di Mirko Farci

I Ris analizzeranno il sangue trovato sugli indumenti che indossava Shahid Masih. I dati si aggiungeranno a quelli ricavati delle perizie sui dispositivi informatici

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TORTOLÌ. L’indagine sull’omicidio di Mirko Farci, tragico fatto di sangue che lo scorso maggio ha sconvolto Tortolì e la Sardegna, è arrivata ad un passaggio cruciale. Oggi i carabinieri del Ris, il gruppo dell’Arma specializzato negli accertamenti scientifici, eseguiranno una serie di esami sul sangue che ricopre gli indumenti indossati il giorno del delitto dall’ex compagno di Paola Piras, madre della giovanissima vittima a sua volta ridotta in fin di vita con 18 coltellate. Con indosso quegli abiti, un paio di jeans, una t-shirt bianca e una felpa scura, l'operaio pachistano Shahid Masih era stato fermato dai carabinieri che si erano messi sulla sue tracce dopo l’aggressione avvenuta all'alba dell’11 maggio all’ultimo piano della palazzina gialla di viale Monsignor Virgilio. Gli esami del Ris, disposti dal pubblico ministero della Procura di Lanusei, Giovanna Morra, si aggiungono alla perizia informatica eseguita sui dispositivi (telefonini, pc e tablet) dell’operaio pachistano e della due vittime. Dagli esami arriveranno elementi importanti che serviranno a fare ulteriore chiarezza sui fatti culminati con la morte dello studente tortoliese, raggiunto da 5 fendenti.

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