ECONOMIA
Detassazione dei siti produttivi, la Confindustria chiede chiarezza
di Francesco Pirisi
NUORO. Sugli sgravi per la Tari il settore imprenditoriale vuole giocare la partita sino in fondo. Nessuna forzatura, sia chiaro, ma l'appello alle leggi che lo favoriscono. Quella più allettante...
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Sugli sgravi per la Tari il settore imprenditoriale vuole giocare la partita sino in fondo. Nessuna forzatura, sia chiaro, ma l'appello alle leggi che lo favoriscono. Quella più allettante nella materia è il decreto legislativo 116, del 2020, che ha previsto la detassazione per i capannoni industriali dove si svolge l'attività produttiva e i magazzini dove vengono raccolte le materie prime. «La norma fa proprio al caso dei nostri iscritti», spiega il direttore della Confindustria Nuoro-Ogliastra, Luigi Ledda. «Dobbiamo ora vedere come intendono muoversi le amministrazioni comunali». La prima delle quali è quella del capoluogo, sia per importanza, sia per il fatto che ospita nel suo territorio l'area di Pratosardo, con un centinaio di capannoni aperti, molti dei quali adibiti alla produzione. Gli industriali vogliono affrontare il tema con gli amministratori civici già nell'incontro di domani, convocato dopo che la Regione ha chiesto di chiudere entro 60 giorni il commissariamento della Zona industriale d'interesse regionale, iniziato nel 2008. «La questione è complessa – sono ancora le parole del direttore di Confindustria – ma va definita subito, in modo che gli operatori possano beneficiare dell'esenzione. Un' altra ragione – continua Ledda – che porta a propendere per una soluzione rapida, è la recente approvazione del regolamento Tari, da parte del Consiglio comunale. Vogliamo vedere e capire in che termini la norma sulla detassazione dei siti produttivi è stata accolta». Meno coinvolti gli industriali invece sulla distribuzione dei fondi del governo, sempre per tagliare la Tari, per le utenze non domistiche che hanno subito danni dalla pandemia, decisa dal Comune la settimana passata. «Le nostre aziende – spiega ancora Luigi Ledda – hanno anch'esse dovuto misurarsi con le difficoltà per le restrizioni, ma comunque hanno continuato a lavorare. Per questo – rimarca – è giusto che i soldi del decreto “sostegni-bis” siano andati ad aiutare prime di tutto commercianti, artigiani e tutte quelle attività chiuse durante il confinamento». Ledda non si sottrae neppure a due battute sul futuro dell'area di Pratosardo, in bilico tra Comune e Consorzio industriale provinciale. «Usciremo in questi giorni con una nota dell'associazione, probabilmente insieme alle altre organizzazioni di categoria. Nell'incontro del 3 agosto vedremo – prosegue – l'intendimento del Comune, che, ricordiamo, dopo i 60 giorni assegnati al commissario per la liquidazione, ha da parte sua un altro mese di tempo per rilevare l'ex area Zir». In attesa della nota confindustriale, i soci cinque giorni fa hanno detto con chiarezza che il Consorzio non avrà un futuro se non in seno alla struttura comunale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
