Salvarono un bambino: Gavoi rende omaggio ai due carabinieri
di Michela Columbu
GAVOI. L'abbraccio al maresciallo Fabio Lutzu 33 anni, cagliaritano e al carabiniere Riccardo Busi 28 anni algherese, Gavoi lo ha fatto sentire ieri mattina, quando il consiglio comunale presieduto...
2 MINUTI DI LETTURA
GAVOI. L'abbraccio al maresciallo Fabio Lutzu 33 anni, cagliaritano e al carabiniere Riccardo Busi 28 anni algherese, Gavoi lo ha fatto sentire ieri mattina, quando il consiglio comunale presieduto dal sindaco Salvatore Lai, con la consegna di due targhe, ha ringraziato i due militari per aver salvato il piccolo Gabriele di sei mesi. «Il 16 luglio scorso – ha detto il sindaco Lai aprendo la cerimonia – mentre il paese piangeva la morte di Paolo Sedda, abbiamo rischiato di dover vivere un’altra tragedia, per via del piccolo Gabriele che senza l’intervento dei due militari probabilmente sarebbe morto. Il loro eroico intervento è stato un balsamo rispetto al dolore che c'era per la morte di Paolo. Un dolore che c’era e permane». I due carabinieri si trovavano in caserma, quando hanno sentito dei rumori provenire dall’esterno. «Quando mi sono affacciato – ha spiegato il maresciallo Lutzu – ho visto chiaramente un genitore in difficoltà che teneva fra le braccia un corpicino esanime. Gli ho chiesto se avesse già allertato il 118 e immediatamente sono uscito per prestare soccorso».
La situazione fortuita, ha voluto che i genitori del bambino, gavoesi che risiedono nel nord Italia, avessero casa proprio di fronte alla caserma. Questo ha permesso un intervento immediato con una pratica di primo soccorso acquisita «in periodo di formazione e addestramento, e prima ancora, con il corso per bagnino prima di entrare nell'Arma» ha aggiunto Lutzu. Il piccolo non respirava più, e le manovre del maresciallo, aiutato dal carabiniere Busi in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118, gli hanno permesso di tornare presto a respirare. La cerimonia di ieri mattina, è stata l’occasione per ricordare anche l’intervento di qualche anno fa, quando il maresciallo Lutzu prestò soccorso assieme ad altri per salvare la vita a un ragazzo caduto in una scarpata. «La presenza delle forze dell’ordine nei nostri paesi è importante non solo per una questione di sicurezza, ma anche per l’importante lavoro sociale che svolgono – ha spiegato ancora Salvatore Lai rivolgendosi al vice prefetto Luca Dessì, presente alla cerimonia assieme al questore Alfonso Polverino, al Colonello Massimo Cucchini, e al vice comandante della Compagnia di Ottana Pietro Introia».
La situazione fortuita, ha voluto che i genitori del bambino, gavoesi che risiedono nel nord Italia, avessero casa proprio di fronte alla caserma. Questo ha permesso un intervento immediato con una pratica di primo soccorso acquisita «in periodo di formazione e addestramento, e prima ancora, con il corso per bagnino prima di entrare nell'Arma» ha aggiunto Lutzu. Il piccolo non respirava più, e le manovre del maresciallo, aiutato dal carabiniere Busi in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118, gli hanno permesso di tornare presto a respirare. La cerimonia di ieri mattina, è stata l’occasione per ricordare anche l’intervento di qualche anno fa, quando il maresciallo Lutzu prestò soccorso assieme ad altri per salvare la vita a un ragazzo caduto in una scarpata. «La presenza delle forze dell’ordine nei nostri paesi è importante non solo per una questione di sicurezza, ma anche per l’importante lavoro sociale che svolgono – ha spiegato ancora Salvatore Lai rivolgendosi al vice prefetto Luca Dessì, presente alla cerimonia assieme al questore Alfonso Polverino, al Colonello Massimo Cucchini, e al vice comandante della Compagnia di Ottana Pietro Introia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
