Sos per i conigli selvatici scampati alle fiamme
Task force di associazioni con il centro di recupero di Bonassai chiede aiuto per portare cibo e acqua
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NUORO. Gli incendi che hanno coinvolto il Montiferru le scorse settimane e, prima ancora, le aree periferiche di Nuoro fino a lambire abitazioni, hanno provocato danni incalcolabili. Attività economiche messe in ginocchio, aziende distrutte, bestiame ucciso. Le immagini del cane pastore Angelo, rimasto a difesa del suo gregge nelle campagne di Tresnuraghes e morto nonostante alla clinica veterinaria Duemari di Oristano si sia fatto l’impossibile per salvarlo, hanno commosso tante persone. Anche la fauna selvatica è finita in questo immenso braciere, e molte specie ora patiscono la cancellazione del loro habitat naturale. Così è avvenuto per i conigli selvatici che a Nuoro sono scappati dagli undici ettari percorsi dal fuoco, accerchiati dalle fiamme che hanno distrutto anche le loro riserve di cibo. Ora sono anche esposti ai rischi dei bracconieri che ne fanno facili prede, visto il disorientamento, la fame, la sete.
Per aiutarli è scesa in campo una piccola task force, la stessa che nel fine settimana rovente del Montiferru ha lavorato per mettere in salvo la fauna selvatica di quella zona. Si tratta di alcune associazioni, la Fattoria di Minú e Non solo Conigli sotto la direzione sanitaria della veterinaria Roberta Demontis e l'appoggio del Centro di Recupero di Bonassai, coordinate dall’associazione Anima e coros di Sassari, che si occupa in particolar modo di fauna selvatica, la cui presidente è Ines Tangianu.
«Per aiutare questi conigli è indispensabile ripristinare il loro habitat – sottolinea –. Bisogna ricreare gli abbeveratoi nl territorio interessato dalle fiamme, e far sì che possano alimentarsi». I volontari stanno portando tutto ciò che la grande generosità delle persone sta mettendo a disposizione: balloni di fieno, ortaggi, acqua, ma non basta. È necessario acquistarli, anche perché le balle di fieno rischiano di marcire e devono essere acquistate e trasportate volta per volta. Per questa ragione, i volontari si appellano a chi fosse disponibile, mettendo a disposizione un Iban che si può trovare nella pagina Facebook dell’associazione Anima e Coros Odv. «C’è ancora vita, la proteggeremo», sottolinea Ines Tangianu.(si.se.)
Per aiutarli è scesa in campo una piccola task force, la stessa che nel fine settimana rovente del Montiferru ha lavorato per mettere in salvo la fauna selvatica di quella zona. Si tratta di alcune associazioni, la Fattoria di Minú e Non solo Conigli sotto la direzione sanitaria della veterinaria Roberta Demontis e l'appoggio del Centro di Recupero di Bonassai, coordinate dall’associazione Anima e coros di Sassari, che si occupa in particolar modo di fauna selvatica, la cui presidente è Ines Tangianu.
«Per aiutare questi conigli è indispensabile ripristinare il loro habitat – sottolinea –. Bisogna ricreare gli abbeveratoi nl territorio interessato dalle fiamme, e far sì che possano alimentarsi». I volontari stanno portando tutto ciò che la grande generosità delle persone sta mettendo a disposizione: balloni di fieno, ortaggi, acqua, ma non basta. È necessario acquistarli, anche perché le balle di fieno rischiano di marcire e devono essere acquistate e trasportate volta per volta. Per questa ragione, i volontari si appellano a chi fosse disponibile, mettendo a disposizione un Iban che si può trovare nella pagina Facebook dell’associazione Anima e Coros Odv. «C’è ancora vita, la proteggeremo», sottolinea Ines Tangianu.(si.se.)
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