Protezione civile in rete, polemiche a Macomer

Uda (Futuro possibile): «Succu tenta di nascondere le proprie responsabilità» «L’Unione dei Comuni non riesce ad amministrare nemmeno la polizia locale»

MACOMER. Spenti i roghi si accendono le polemiche. La proposta di istituire un sistema di Protezione civile sovracomunale del Marghine, portata avanti dall’Unione e sostenuta da tutti i sindaci del territorio, compreso il primo cittadino di Macomer, continua a far discutere. «L’appello di Antonio Succu è una cortina fumogena per nascondere le proprie enormi responsabilità politiche», ha tuonato l’ex esponente di minoranza in consiglio comunale, Riccardo Uda, dalle pagine del blog dell’organizzazione politica “Futuro possibile”, «Non si sono ancora raffreddate le ceneri dei terribili incendi delle scorse settimane, né il dolore per la devastazione della nostra terra, che da più parti, a proposito e a sproposito, si indicano modalità di intervento per evitare che ciò si ripeta. A livello locale – sottolinea Uda – si improvvisa in questo scivoloso gioco a chi la sa più lunga. Ne è un esempio l’invito del sindaco di Macomer all’unità del territorio affinché si crei un organismo in grado di elaborare un piano strategico per la difesa dalle calamità. Cosa c’è di meglio che investire risorse economiche e umane, competenze e strutture per combattere le fiamme? A tal proposito – prosegue ironico Riccardo Uda – verrebbe da chiedersi per quale motivo se la ricetta era così semplice non sia stata realizzata prima. La persona che oggi richiama alla cooperazione è la stessa che, nell’arco del suo cammino politico, si è resa protagonista di operazioni divisive nei confronti delle comunità e delle stesse amministrazioni del Marghine». Il riferimento è all’apertura del Cpr per migranti non regolari, all’inceneritore di Tossilo, all’ex cinema Costantino, alla costituzione del Gal, alla gestione della Mostra regionale del libro e dell’emergenza sanitaria. «Non si contano – rimarca Uda – le situazioni in cui sindaco e maggioranza hanno lavorato più per dividere che per unire, dimostrando un rifiuto al dialogo e alla condivisione. Pensare che possa essere l’Unione dei Comuni a farsi carico del sistema di Protezione civile associato fa sorridere e, allo stesso tempo, terrorizza chiunque abbia a cuore le sorti del nostro ambiente – prosegue – Parliamo dell’ente che non riesce ad amministrare il servizio di Polizia locale, peggiorato durante la presidenza Succu. E che dire della superficialità che, in passato, ha caratterizzato la vicenda del Giudice di Pace, oggi a rischio chiusura? Troppe cose – conclude Riccardo Uda – restano ancora da chiarire sull’operato, recente e meno recente, del sindaco di Macomer».

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