Elezioni, nuova formazione in campo
di Sergio Secci
È la terza, si chiama La Siniscola che vorrei con centrosinistra e indipendenti
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SINISCOLA. Ad un mese dalla presentazione delle liste per le elezioni amministrative, si anima il dibattito politico a Siniscola. A correre per la riconferma, ci sarà l’attuale sindaco Gianluigi Farris che ha già annunciato la propria ricandidatura mentre nei giorni scorsi, c’è stata la presentazione di “Bene Comune” uno schieramento che mette assieme esponenti di Unione per Siniscola/Zente Nova, Sardigna Natzione, partito socialista, ex sardisti, Liberu e indipendenti. È di ieri invece la notizia che è pronto alla competizione elettorale anche “La Siniscola che vorrei”, un gruppo sostenuto da partito democratico, progressisti, articolo 1 Italia viva, Italia in Comune e indipendenti. «Intendiamo presentarci ai cittadini con un’ idea e una visione della città di Siniscola differente da quella attuale», dice il portavoce Antonio Bidoni. «Non ci limitiamo a creare barricate contro l’attuale amministrazione o altre forze politiche, ma ci proponiamo di creare un progetto politico ed amministrativo lungimirante e innovativo. Apriamo dunque a tutte quelle forze politiche e indipendenti che hanno il solo interesse di portare avanti un progetto di forte rinnovamento e un cambio di rotta rispetto al presente», spiega “Riteniamo di essere abbastanza maturi per aprire una discussione con chi reputa di poter dare un contributo di idee e politico per la nostra cittadina. Pensiamo in primo luogo ad aprire un confronto costruttivo con Siniscola Bene comune ma non escludiamo altre persone e forze politiche che abbiano idee simili alle nostre». L’attuale sindaco Farris vuole invece replicare alla nota di Bene Comune «Al nostro insediamento abbiamo ritrovato oltre cento cause legali da definire, molte risolte da noi ed è vergognoso che sia stato attivato un mutuo di 473mila euro che scadrà nel 2038, mentre l’esoso appalto dei rifiuti ha messo in ginocchio le finanze. Si vuole amministrare nuovamente il bene comune, quando non si è stati all’altezza di programmare e gestire al meglio situazioni che avrebbero richiesto un analisi più attenta per non gravare sulle tasche dei cittadini, vedi anche i venti milioni del porto persi. Negli ultimi due anni in particolare i tempi sono cambiati, non c'è alcun disastro a parte difficoltà contingenti per tutti i comuni, i nostri conti sono in ordine e stiamo continuando a produrre opere pubbliche importantissime e di rilievo».
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