Dualchi dopo le fiamme l’attacco del sindaco Piras
di Alessandra Porcu
C’è tanta rabbia nelle parole del primo cittadino del paese minacciato dal fuoco «Le bonifiche vanno sempre effettuate da terra, rispettando i tempi giusti»
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DUALCHI. «Si sarebbe dovuto fare di più». Il sindaco di Dualchi, Ignazio Piras, va dritto al punto, senza mezzi termini. Non nasconde la rabbia, la frustrazione e l’amarezza per quello che è accaduto o sarebbe potuto accadere a causa dell’incendio che, sospinto dalle forti raffiche di vento, l’11 agosto è arrivato a lambire il centro abitato del suo paese. «Le bonifiche vanno sempre effettuate da terra. Questo non è successo, o almeno, non rispettando i tempi giusti. Uomini e mezzi avrebbero dovuto presidiare di continuo il territorio di Borore, da dove il giorno prima era divampato il rogo, così da essere pronti a intervenire nel caso in cui avesse ripreso la sua corsa. Se la macchina operativa avesse agito in questo modo, forse, le fiamme non sarebbero arrivate nel mio Comune, mettendo a repentaglio la sicurezza di persone, animali, abitazioni e aziende agricole». Come detto le fiamme, partite dalle campagne di Borore martedì scorso, dopo poche ore sono arrivate al confine con i territori di Birori e Bortigali, mandando in fumo 180 ettari. Per arrestare la loro avanzata è stato necessario anche l’impiego di tre elicotteri del Corpo Forestale e due Canadair. La mattina seguente, quando si pensava che il pericolo fosse oramai scampato, l’incendio ha ripreso vigore: direzione Dualchi.
«Abbiamo avuto molta paura. Sembrava fosse scoppiato l’inferno. È stato necessario evacuare alcune abitazioni. Il rogo è arrivato a poca distanza dalla caserma dei carabinieri» racconta Ignazio Piras. A operare sul posto oltre ai mezzi aerei, i vigili del fuoco del comando provinciale di Nuoro coadiuvati da quattro squadre provenienti da Oristano e dalla Forestale regionale. Sono state ore di apprensione anche a Noragugume. «Ho ritenuto necessario chiedere lo sgombero delle zone di campagna potenzialmente interessate dall’avanzare dell’incendio – spiega il primo cittadino, Rita Zaru –. I getti d’acqua lanciati da elicotteri e Canadair avrebbero potuto essere potenzialmente pericolosi per le persone. Il peggio sembra essere stato scongiurato, almeno spero». Il sindaco di Bortigali, Francesco Caggiari, ha voluto rivolgere un appello alla solidarietà. «Alcune aziende zootecniche del nostro paese e di Birori hanno riportato danni ingenti. Così come i pascoli di diversi allevatori. Per tale ragione chiedo che, ognuno secondo le proprie possibilità, aiuti chi è stato messo in ginocchio da questa catastrofe. Dal canto suo l’amministrazione civica agirà dichiarando lo stato di calamità naturale e intervenendo nelle sedi opportune per perorare la causa degli allevatori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Abbiamo avuto molta paura. Sembrava fosse scoppiato l’inferno. È stato necessario evacuare alcune abitazioni. Il rogo è arrivato a poca distanza dalla caserma dei carabinieri» racconta Ignazio Piras. A operare sul posto oltre ai mezzi aerei, i vigili del fuoco del comando provinciale di Nuoro coadiuvati da quattro squadre provenienti da Oristano e dalla Forestale regionale. Sono state ore di apprensione anche a Noragugume. «Ho ritenuto necessario chiedere lo sgombero delle zone di campagna potenzialmente interessate dall’avanzare dell’incendio – spiega il primo cittadino, Rita Zaru –. I getti d’acqua lanciati da elicotteri e Canadair avrebbero potuto essere potenzialmente pericolosi per le persone. Il peggio sembra essere stato scongiurato, almeno spero». Il sindaco di Bortigali, Francesco Caggiari, ha voluto rivolgere un appello alla solidarietà. «Alcune aziende zootecniche del nostro paese e di Birori hanno riportato danni ingenti. Così come i pascoli di diversi allevatori. Per tale ragione chiedo che, ognuno secondo le proprie possibilità, aiuti chi è stato messo in ginocchio da questa catastrofe. Dal canto suo l’amministrazione civica agirà dichiarando lo stato di calamità naturale e intervenendo nelle sedi opportune per perorare la causa degli allevatori».
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