La Nuova Sardegna

Nuoro

Riapre il museo archeologico

di Paolo Merlini
Riapre il museo archeologico

Dopo tre anni di lavori, completamente rinnovato e con un giovane direttore. Esposti 1600 reperti

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NUORO. Inaugurato nel 2002, ma poco conosciuto agli stessi nuoresi pur essendo l’unico museo nazionale della città, riapre oggi al pubblico dopo una ristrutturazione durata tre anni, e conseguente chiusura, l’archeologico intitolato a Giorgio Asproni, il politico dell’Italia risorgimentale che proprio in questo palazzotto a pochi passi dalla cattedrale aveva la sua dimora, poi diventata una delle prime scuole medie cittadine. Il museo riparte con un nuovo, giovane direttore, l’olbiese Stefano Giuliani, e con una rivoluzione che è partita dalla messa in sicurezza dell’edificio per continuare con l’esposizione di circa 1600 reperti, per ora concentrati al piano terra del museo, il primo dei tre piani dell’edificio che – fondi permettendo – verranno gradualmente aperti al pubblico con nuove sale e altre testimonianze archeologiche. In futuro sarà aperta anche una caffetteria, che avrà a disposizione lo splendido giardino, che oggi si presenta nel suo aspetto migliore.

In realtà Giuliani dirige il Museo nazionale archeologico Giorgio Asproni proprio dal 2018, anno della chiusura, e dunque il suo lavoro in questo periodo, segnato dai lockdown e dunque da continue chiusure e riaperture per tutte le attività, si è concentrato sul nuovo allestimento. «C’eravamo imposti di riaprire – dice – entro la scadenza dei tre anni dalla chiusura, e comunque entro ferragosto, così da poter usufruire del flusso turistico in città. Il nostro obiettivo, infatti, in una città dove esiste una grande offerta museale, è sostituire al concetto di concorrenza quello di collaborazione, e quindi lavorare quando possibile facendo rete con il Man o il Museo del Costume, ma anche con i nostri vicini della biblioteca Sebastiano Satta, con i quali esiste già un ottimo rapporto. Poi c’è il Comune di Nuoro, che resta proprietario dell’immobile, che utilizzerà il giardino per propri eventi che si affiancheranno a quelle promossi e organizzati da noi». Le novità del museo, a parte quelle che non si notano, relative alla radicale messa in sicurezza dell’edificio, sono nell’esposizione dei reperti: ciascuno è indicato con una didascalia, in italiano e in inglese, e per chi vorrà saperne di più, attraverso codici Qr code si potrà apprendere tutto sulla storia del materiale archeologico esposto. Un’evoluzione tecnologica rispetto alle audioguide con cuffie in vigore prima della pandemia che oggi si rende necessaria anche dal punto di vista igienico-sanitario. Ovviamente sono previste anche le visite guidate, che non prevedono alcun sovraprezzo rispetto al biglietto d’entrata di 4 euro, ma per le quali è necessario prenotare (telefonando al numero 0784 31688 o tramite email all'indirizzo: drm-sar.museoarcheo.nuoro@beniculturali.it.). Come in qualsiasi museo serve il green pass. L’ingresso del museo resta in via Mannu, e apre dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15,30 (ultima visita alle 14,50). Per ora non si parla ancora di aperture al sabato e alla domenica, l’esiguità del personale infatti non lo consente, ma il direttore assicura che durante l’estate ci saranno alcune aperture serali.

Giuliani ha nominato un comitato scientifico del museo: ne fanno parte gli archeologi Manuela Puddu, Rubens D’Oriano, Noemi Fadda, Gianluigi Marras e Giovanna Fundoni. Da segnalare infine il rientro al museo di circa 300 importanti reperti che erano stati dati in prestito nel 2014 per una mostra internazionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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