L’ospedale resta senza primari
di Giusy Ferreli
Soltanto due concorsi espletati: gli altri mai banditi. All’appello mancano ancora 120 medici
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NUORO. Emergenza primari: all’ospedale di Nuoro, a distanza di un anno, la situazione non è migliorata. Anzi è addirittura peggiorata. E non solo perché il direttore generale dell’Assessorato regionale alla Sanità ha intimato all’Ats di sospendere le procedure concorsuali non autorizzate ma perché, l’azienda unica, quei concorsi non li aveva mai banditi. Gli unici nuovi incarichi di direzione di struttura complessa, cosi vengono chiamati i vecchi primariati, conferiti quest’anno al San Francesco riguardano i reparti di Ortopedia e di Anestesia e rianimazione. Le due nomine sono arrivate dopo una lunga attesa: dallo scorso febbraio a guidare l’ortopedia, che per diverso tempo è rimasta senza un direttore, è Pietro Paolo Solinas mentre a capo della rianimazione da luglio c’è il collega Peppino Paffi. L’ortopedico Solinas è arrivato dall’Assl di Sassari, il rianimatore Paffi è stato a lungo facente funzioni nel reparto che ora guida da direttore. Della vecchia guardia, sempre più assottigliata da pensionamenti e trasferimenti di primari mai sostituiti, rimangono i direttori di chirurgia generale, chirurgia vascolare (quest’ultimo in procinto di andare a Sassari), pediatria e neonatologia, medicina immunotrasfusionale e otorinolaringoiatria.
Sono appena sette, o meglio sei se si considera l’imminente trasferimento del chirurgo vascolare Gianfranco Fadda verso il dea di secondo livello sassarese. Le caselle mancanti mai riempite riguardano tutte le altre specialità che, nel corso del tempo hanno contribuito a rendere il San Francesco, ora simbolo di un’assistenza che arranca sotto i colpi del Covid 19, della mancanza di medici e della polarizzazione dei servizi ospedalieri a favore di Cagliari e Sassari, un’eccellenza della sanità isolana. Si tratta di pronto soccorso, spdc, nefrologia e dialisi, geriatria, cardiologia e utic, malattie infettive, medicina generale, radiologia, ematologia, urologia, neurochirurgia, laboratorio analisi, anatomia patologica, dermatologia, neurologia e stroke unit, oculistica, ginecologia e ostetricia, radioterapia, endoscopia digestiva, oncologia e odontostomatologia. Altre tre caselle sguarnite quello dello Zonchello, il secondo ospedale cittadino: pneumologia, riabilitazione e malattie metaboliche. Purtroppo non è solo una questione di primari, già di per sé importantissima perché a loro è demandato il compito di organizzare e potenziare l’attività in corsia. Questione altrettanto dirimente nella cura e assistenza dei pazienti è la cronica mancanza di medici. A Nuoro mancano 120 medici su un totale che dovrebbe arrivare a 500 unità. I recenti innesti, peraltro assai limitati, non sono serviti a restituire all’ospedale l’antica operatività. E bastano pochi esempi per dare conto delle difficoltà in ogni singolo reparto. Al pronto soccorso del San Francesco, snodo cruciale del presidio ospedaliero dove arrivano le urgenze di tutta la provincia, gli specialisti in servizio, compreso il direttore facente funzioni nominato di recente, sono esattamente la metà di quelli necessari: sono 9 a fronte dei 18 previsti dalla pianta organica. Non va meglio in chirurgia generale, che già in passato ha dovuto sospendere l’attività perché i chirurghi in servizio non bastava a garantire al copertura. In questo caso sono 9 a fronte di 14. In Neurologia ne mancano 9 sugli 11 previsti. Si cerca di far fronte ai numeri risicati con alchimie tra reparti e con la grande l’abnegazione degli operatori. La cronica carenza di specialisti è stata più volte al centro di una fitta interlocuzione, scritta e verbale, tra i vertici della Assl nuorese e del presidio ospedaliero con i commissari che si sono succeduti alla guida dell’Ats, Giorgio Steri prima, Massimo Temussi poi. Le criticità sul fronte dell’organico sono state messe nero su bianco già ad ottobre del 2019. Le richieste sono poi state reiterate a febbraio e a dicembre dello scorso anno con i dati aggiornati e sono proseguite, accompagnate dal grido d’allarme degli amministratori locali preoccupati per la sorte dell’ospedale nuorese, sino ad oggi. Richieste, formali ed informali che attendono risposte concrete come l’assegnazione dei medici vincitori di concorso a Nuoro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono appena sette, o meglio sei se si considera l’imminente trasferimento del chirurgo vascolare Gianfranco Fadda verso il dea di secondo livello sassarese. Le caselle mancanti mai riempite riguardano tutte le altre specialità che, nel corso del tempo hanno contribuito a rendere il San Francesco, ora simbolo di un’assistenza che arranca sotto i colpi del Covid 19, della mancanza di medici e della polarizzazione dei servizi ospedalieri a favore di Cagliari e Sassari, un’eccellenza della sanità isolana. Si tratta di pronto soccorso, spdc, nefrologia e dialisi, geriatria, cardiologia e utic, malattie infettive, medicina generale, radiologia, ematologia, urologia, neurochirurgia, laboratorio analisi, anatomia patologica, dermatologia, neurologia e stroke unit, oculistica, ginecologia e ostetricia, radioterapia, endoscopia digestiva, oncologia e odontostomatologia. Altre tre caselle sguarnite quello dello Zonchello, il secondo ospedale cittadino: pneumologia, riabilitazione e malattie metaboliche. Purtroppo non è solo una questione di primari, già di per sé importantissima perché a loro è demandato il compito di organizzare e potenziare l’attività in corsia. Questione altrettanto dirimente nella cura e assistenza dei pazienti è la cronica mancanza di medici. A Nuoro mancano 120 medici su un totale che dovrebbe arrivare a 500 unità. I recenti innesti, peraltro assai limitati, non sono serviti a restituire all’ospedale l’antica operatività. E bastano pochi esempi per dare conto delle difficoltà in ogni singolo reparto. Al pronto soccorso del San Francesco, snodo cruciale del presidio ospedaliero dove arrivano le urgenze di tutta la provincia, gli specialisti in servizio, compreso il direttore facente funzioni nominato di recente, sono esattamente la metà di quelli necessari: sono 9 a fronte dei 18 previsti dalla pianta organica. Non va meglio in chirurgia generale, che già in passato ha dovuto sospendere l’attività perché i chirurghi in servizio non bastava a garantire al copertura. In questo caso sono 9 a fronte di 14. In Neurologia ne mancano 9 sugli 11 previsti. Si cerca di far fronte ai numeri risicati con alchimie tra reparti e con la grande l’abnegazione degli operatori. La cronica carenza di specialisti è stata più volte al centro di una fitta interlocuzione, scritta e verbale, tra i vertici della Assl nuorese e del presidio ospedaliero con i commissari che si sono succeduti alla guida dell’Ats, Giorgio Steri prima, Massimo Temussi poi. Le criticità sul fronte dell’organico sono state messe nero su bianco già ad ottobre del 2019. Le richieste sono poi state reiterate a febbraio e a dicembre dello scorso anno con i dati aggiornati e sono proseguite, accompagnate dal grido d’allarme degli amministratori locali preoccupati per la sorte dell’ospedale nuorese, sino ad oggi. Richieste, formali ed informali che attendono risposte concrete come l’assegnazione dei medici vincitori di concorso a Nuoro.
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