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Bambina ferita, l’odissea a Olbia finisce bene al San Francesco

BUDONI. La mancanza delle guardie mediche turistiche intasa i pronto soccorso degli ospedali e a farne le spese sono i residenti e i vacanzieri. L’ultima denuncia arriva da un romano che da oltre...

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BUDONI. La mancanza delle guardie mediche turistiche intasa i pronto soccorso degli ospedali e a farne le spese sono i residenti e i vacanzieri. L’ultima denuncia arriva da un romano che da oltre vent’anni trascorre le sue vacanze a Budoni. A causa di una caduta mentre giocava vicino alla spiaggia, la figlioletta ha riportato una brutta ferita al mento e solo dopo una lunga odissea è riuscita a farsela suturare. Nella serata di ferragosto, la bimba di appena 3 anni è caduta e si è procurata un vasto taglio al mento. «Ci siamo subito accorti che sarebbero occorsi dei punti – dice il padre – e siamo andati dove sapevamo che sino allo scorso anno, c’era la guardia medica turistica. Abbiamo trovato tutto chiuso, siamo partiti per Olbia. Al pronto soccorso, chi ci ha ricevuto per il triage, ci ha però detto che c’era da attendere almeno 6/7 ore perché avevamo la prenotazione numero 48 e c’erano dei casi gravi. Ci è stato detto che non sarebbe stato possibile fare nel frattempo nessuna medicazione alla bimba – prosegue il padre – non gli hanno prestato alcuna cura, neppure tamponato il sangue. Con la prospettiva di stare là molte altre ore ci siamo lamentati e un infermiere ci ha detto di vedere se al pronto soccorso di Nuoro la coda fosse più corta. Cosa che abbiamo subito fatto – prosegue l’uomo – verificando che a parte due codici rossi, c’erano pochi altri pazienti in attesa. Ci dirigiamo quindi al San Francesco di Nuoro e qui devo dire – conferma il genitore assieme alla moglie – troviamo delle persone umane. Ci dicono subito che i bambini nei limiti del possibile hanno una corsia preferenziale, e dopo una breve attesa ci accolgono mandandoci poi in pediatria e chirurgia dove a nostra figlia vengono applicati quattro punti di sutura. Siamo stati oltre tre ore in ospedale ma dal triage in poi devo dire che sono stati davvero professionali e gentili. Ad Olbia non è stato così». (s.s.)

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