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Nuoro

Festival dei Tacchi da urlo con oltre tremila presenze

di Claudia Carta
Festival dei Tacchi da urlo con oltre tremila presenze

La kermesse supera la prova del Green pass con mascherina e distanziamento Il direttore artistico: «Una vittoria collettiva, il teatro senza spettatori non esiste»

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JERZU. Una cosa è certa: la cultura ha vinto sulla paura e sullo scetticismo. Il Festival dei Tacchi – nella seconda edizione dell’era Covid, dopo 22 anni di trame e intrecci raccontate e tessute fra le vie e le piazze di Jerzu – è più vivo che mai, capace di rinnovare e rinnovarsi, mantenendo altissima la qualità nella scelta dei protagonisti e delle opere portate sul palcoscenico. La kermesse conclusasi nella notte di San Lorenzo raccoglie numeri importanti: 18 spettacoli, 5 presentazioni di libri, 3 laboratori teatrali, oltre 3000 presenze. Un festival all’insegna del Green pass, dei protocolli sanitari, di mascherina e distanziamento, ma nulla di tutto questo ha minimamente scalfito nel pubblico – attento, rispettoso e desideroso di spazi di incontro e bellezza – la voglia di essere in platea. Succede così che il teatro allestito ai piedi della grande torre vinaria della Cantina sociale Antichi Poderi di Jerzu ha registrato ancora una volta il tutto esaurito. Scommessa vinta, dunque, quella del Cada Die Teatro che i numeri li ha dati per davvero, portando a otto le giornate della prestigiosa rassegna teatrale, coinvolgendo nel viaggio più attori, più compagnie e più maestranze. Come dire che osare premia.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: «È una vittoria collettiva – ha commentato un entusiasta Giancarlo Biffi, direttore artistico del Festival – per la quale mi sento di ringraziare le istituzioni che credono nel progetto e che di anno in anno lo sostengono: Comune di Jerzu, Cantina Antichi Poderi, Fondazione di Sardegna, Regione e Ministero della Cultura. Un ringraziamento speciale va all’agenzia Forestas che ci ha supportato con la sua presenza per tutta la rassegna nel processo di sensibilizzazione del rapporto tra uomo, arte e natura. Ma la buona riuscita di una manifestazione teatrale non può prescindere dal pubblico che anche quest’anno ci ha fatto sentire tutto il suo sostegno. Il teatro senza gli spettatori non esiste e noi non potremmo fare il nostro mestiere». Dal palazzo municipale di via Vittorio Emanuele arriva anche il plauso del primo cittadino, Carlo Lai, da sempre sostenitore convinto dell’iniziativa ultra ventennale: «Siamo particolarmente orgogliosi di aver confermato l’impegno anche economico con il Festival – ha commentato il sindaco – in un’edizione, se possibile, ancora più complicata da programmare e realizzare. Un atto di coraggio, come lo scorso anno d’altronde, ma fare cultura e farla a questi livelli, con autentici protagonisti del teatro italiano è, e sarà sempre, un imperativo morale per Jerzu che genera, inoltre, anche un circolo economico particolarmente virtuoso. È immensa la soddisfazione nel sapere che tantissimi visitatori di questi primi dieci giorni agostani, coincidenti con le serate del Festival, apprezzino un borgo che si caratterizza per la sua offerta enogastronomica, i suoi paesaggi, la sua storia, la sua vitalità e la sua vocazione culturale testimoniata ancora una volta dal successo, l’ennesimo, di una kermesse di tale portata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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