La Nuova Sardegna

Nuoro

«Lavano le auto di notte: in via Torino chi dorme?»

di Valeria Gianoglio
«Lavano le auto di notte: in via Torino chi dorme?»

L’appello disperato di un gruppo di residenti dopo l’apertura di un autolavaggio «Non chiediamo la luna ma solo il diritto a una chiusura notturna dell’impianto»

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NUORO. «Non stiamo chiedendo la luna, e rispettiamo il lavoro di tutti, ma l’altra sera ci hanno svegliato alle 2 di notte perché una macchina ha usato l’impianto per il lavaggio. Non ci sono orari, insomma, per non parlare poi dei rumori e dei vapori che ci entrano in casa. Noi capiamo le esigenze di tutti, comprese quelle di chi ha realizzato un impianto del genere e ha investito tempo e soldi, un impianto di autolavaggio automatico, ma chiediamo al Comune, che è il nostro referente, come sia stato possibile farlo realizzare a 10 metri dalle case, in una zona a edilizia residenziale pubblica, con un’unica strada di accesso per tutto il comparto, e per giunta piuttosto stretta. Chiediamo quantomeno che ora che è entrato in funzione, l’impianto non sia attivo di notte, dopo le 22, perché altrimenti chi dorme? E chiediamo anche che si doti di barriere che impediscano ai vapori e ai solventi di entrare nelle nostre case».

Non chiedono la luna, per l’appunto, un gruppo di residenti di via Torino e immediati dintorni, ma solo, spiegano, il diritto di recuperare almeno un po’ della tranquillità domestica perduta. Sono una decina di famiglie del comparto C15, venuto su una trentina di anni fa vicino alla palestra Polivalente. Là dove un tempo c’erano solo campagna, polvere e strade sterrate e dove ora, invece, sorge il vero centro commerciale di Nuoro distribuito tra diverse attività commerciali di diverse grandezze.

«I tempi sono cambiati, ovviamente – spiegano – e ora nella zona ci sono traffico e negozi, ma noi stiamo solo chiedendo qualche regola in più in relazione a un impianto di autolavaggio realizzato a nostro avviso troppo vicino alle case. Tempo fa, quando l’impianto non era stato ancora realizzato, abbiamo inviato, e fatto protocollare una lettera, al Comune, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta o chiarimento. E adesso ci rivolgiamo di nuovo al Comune perché abbiamo diritto ad avere risposte. Ci chiediamo: ma davvero non c’era altra soluzione che lasciar realizzare un impianto del genere così vicino alle case, e parliamo di pochi metri, in un comparto a edilizia residenziale, e con una sola strada di accesso, una strada che per giunta non è nemmeno larga e basta passarci per accorgersene? E soprattutto: ora che l’impianto è stato realizzato non si può trovare un modo per renderlo meno “d’impatto” per noi residenti? A cominciare dal fatto di chiuderlo dalle 22 e per tutta la notte, e dalla sistemazione di barriere che impediscano all’acqua e ai detergenti vaporizzati di arrivare dentro le nostre case?»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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