«Vogliamo la ferrovia veloce»

Il Comitato Trenitalia nel Nuorese non si arrende: necessario intervenire sulla tratta per Macomer

NUORO. «Anche oggi insistiamo», è il commento del presidente del Comitato Trenitalia nel Nuorese, Claudio Solinas, dopo la conferma che dei fondi del Recovery non un euro andrà alla ferrovia Macomer-Nuoro. La Regione ad aprile ha inviato al ministero la scheda affinché l’intervento fosse inserito nel Pnrr, il piano per dare una destinazione specifica ai 200 miliardi ottenuti da Bruxelles. Nella scheda anche la nuova tratta da Pratosardo a Olbia. Progetto quest’ultimo che oggi può dare le sembianze a una chimera.

Non così la trasformazione della tratta per Macomer dallo scartamento ordinario a quello ridotto, con binari allargati di mezzo metro, un innesto a Borore (e non a Macomer) sulla dorsale sarda e tempi di percorrenza tagliati di circa mezz’ora. «Il costo stimato per l’intervento, circa 114 milioni – sono ancora le parole di Solinas – è più che sostenibile. Tra l’altro non graverebbe sul bilancio né dello Stato, né di Rfi, Rete ferroviaria italiana». Ma il presidente del comitato popolare punta ancora una volta soprattutto sulle ricadute dell’opera per il sistema ferroviario dell’isola: «Ha un valore strategico – dice – perché consente di mettere in rete, con una strada ferrata efficiente e veloce, buona parte della regione, i suoi porti e aeroporti».

Considerazione che in questi giorni l’hanno fatta propria anche i senatori eletti in Sardegna, con una nota in cui si lagnano col Governo per i pochi fondi (poco più di 400 milioni) assegnati per migliorare le ferrovie della regione. Pochi a maggior ragione se confrontati con i fondi ingenti che il Recovery sta per distribuire nel Mezzogiorno. Oggi ci sono anche i detti parlamentari a supporto della crociata di Solinas e compagni, a cui per la verità danno da tempo ascolto e sostegno il governatore Christian Solinas e oltre 20 sindaci, dal Nuorese alla Gallura. Il tempo di arruolare forze e convincere della bontà dell’iniziativa del resto c’è stato. Sono oltre cinque anni che il comitato ha fatto conoscere propositi e obiettivi, già con una comunicazione nel Consiglio comunale di Nuoro da parte del presidente Solinas. Le diecimila firme raccolte nel territorio sono state consegnate, nel 2017, all’ex eurodeputato Renato Soru, affinché perorasse la causa al ministero. In quei giorni, alla stessa stregua di quanto si è tornati a fare oggi, si puntava sull’inserimento a tutti gli effetti nella rete principale, quella gestita da Rfi, della Macomer-Nuoro. Prima che tra i due momenti s’inserisse l’idea di creare la ferrovia anche sul lato centro-nord-orientale della Sardegna, così come chiedevano negli anni ’60 alcuni parlamentari nuoresi. Da qui oggi l’interesse anche della Gallura, del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, firmatario della petizione alla Regione. La vertenza continua, nonostante gli scarsi esiti. Perché se non saranno i soldi del Recovery a dare il supporto economico, potranno essere i fondi nazionali. «Se si riesce a fare passare l’intervento sulla Macomer-Nuoro – ricorda Claudio Solinas – si apre anche una prospettiva per la nuova tratta per Olbia. Così – aggiunge – l’isola avrà un sistema ferroviario efficiente e il vantaggio sarà per tutta la regione».

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