Pressing del Pd: «La Regione intervenga subito»
Cani e Lotto scrivono a Solinas: il comparto agropastorale non può permettersi un altro disastro
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CAGLIARI. La Blue tongue rappresenta un’emergenza ricorrente nel mondo delle campagne sarde. Tutti i governi regionali hanno avuto a che fare con il virus che, in passato, ha messo in ginocchio centinaia di aziende gettando nella disperazione gli allevatori costretti a sotterrare migliaia di carcasse. All’attuale esecutivo guidato da Christian Solinas si rivolgono ora i vertici regionali del Pd per avere chiarezza su quanto sta accadendo negli allevamenti, in particolare sui ritardi nelle vaccinazioni contro il sierotipo 4 che ancora circola nell’isola. Prima però ripercorrono la storia delle contromisure prese contro il virus che irruppe negli allevamenti sardi nel 2013, quando si registrarono 1.344 focolai con 26.179 capi morti. «Correva l’anno 2014 e i nodi dei disastri della gestione sanitaria del settore ovino da parte della giunta Cappellacci, venivano al pettine e prendevano forma in Consiglio regionale con lo stanziamento di oltre 40 milioni di euro per rimediare, seppure parzialmente, ai danni alle imprese pastorali» scrivono il segretario regionale, Emanuele Cani, e l’ex presidente della commissione Agricoltura Luigi Lotto. «Centinaia di migliaia di capi infettati e di capi morti a causa del virus – proseguono i due dem –, misero a rischio l’intero comparto e indussero il mondo politico a prendere impegni per seguire con costanza il problema, vaccinando ogni anno la nuova rimonta nelle greggi». Una strategia vaccinale che riguarda le nuove leve, giovani agnelle non ancora entrate in produzioni pari al 25 per cento dell’intero patrimonio zootecnico. Lotto e Cani ricordano come per diversi anni non ci siano stati problemi. Sino ad oggi. «Negli ultimi tempi, così non è stato se ci ritroviamo a correre il rischio concreto che il dramma si ripeta. Pare infatti che la campagna di vaccinazione non ci sia proprio stata e i focolai si stiano diffondendo a macchia d’olio» dichiarano gli esponenti del Pd che si rivolgono al capo dell’esecutivo e ai suoi più stretti collaboratori. «Siamo fortemente preoccupati e chiediamo al presidente Solinas e agli assessori alla Sanità e all’Agricoltura di fare chiarezza». Il timore, in assenza di un’azione di profilassi davvero imponente, è che possa ripetersi quanto già visto in passato. «Il comparto agro pastorale – è la loro conclusione a riguardo – non può permettersi un altro disastro per incuria della Regione e vogliamo sinceramente sperare che non sia troppo tardi». (gf)
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