dosi ridotte al distretto del Marghine
Solo 95 vaccini per gli under 18 l’ira dei sindaci contro Assl e Ats
di Alessandra Porcu
MACOMER. Saranno 95 in tutto le dosi di vaccino da somministrare ai ragazzi tra i 12 e i 18 anni nell’hub di Macomer: 45 nella giornata di martedì 24 agosto e 50 in quella di venerdì 27. Decisamente...
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MACOMER. Saranno 95 in tutto le dosi di vaccino da somministrare ai ragazzi tra i 12 e i 18 anni nell’hub di Macomer: 45 nella giornata di martedì 24 agosto e 50 in quella di venerdì 27. Decisamente meno delle aspettative. Solo per fare un esempio, al Distretto sanitario di Sorgono, che ha una popolazione di 19 mila abitanti, mentre i residenti nel Marghine sono 22 mila, ne sono state destinate 299. «Le nostre sono quantità irrisorie se paragonate alle altre sedi distrettuali del Nuorese – tuona Silvia Cadeddu, presidente della Conferenza territoriale socio-sanitaria della Asl barbaricina –. Non è la prima volta che questo territorio viene penalizzato. La misura è ormai colma. Io e tutti i sindaci della zona pretendiamo di conoscere i criteri utilizzati per la ripartizione delle fiale di siero. A oggi – rimarca Cadeddu – le mie reiterate richieste di chiarimento, l’ultima inviata alla commissaria straordinaria della Assl di Nuoro, Gesuina Cherchi, risale al 12 agosto scorso, non hanno avuto nessun riscontro oggettivo. Se non otterremo le risposte dovute, sono pronta a domandare l’accesso agli atti».
Anche il presidente del Comitato socio-sanitario del Distretto di Macomer, Ignazio Piras, si dice basito per la disparità di trattamento riservata agli abitanti del territorio. «Sono in corso interlocuzioni per comprendere le ragioni di tale scelta», precisa. A prendere posizione sulla faccenda è anche il primo cittadino Antonio Succu, che non nasconde il proprio disappunto. «La distribuzione dei vaccini su base distrettuale non pare conforme al criterio di proporzionalità fra numero di scorte assegnate e popolazione residente – recita la nota inviata al Commissario straordinario dell’Ats, Massimo Temussi, e a quello della Assl di Nuoro, Gesuina Cherchi – soprattutto alla luce dell’attuale indirizzo nazionale orientato fortemente all’immunizzazione delle fasce più giovani di età. Domandiamo con forza di sapere quali siano i parametri seguiti per l’assegnazione».
I dubbi e i nodi da sciogliere sono diversi. A cominciare dalla cifra totale degli immunizzati nel Marghine dall’inizio della campagna vaccinale a oggi. Resta sconosciuta, inoltre, la percentuale degli over 60 destinatari della prima e seconda dose, così come il numero degli allettati. Nonostante le ripetute sollecitazioni da parte degli amministratori locali i dati non sono mai stati resi noti. «Ricordo che non offrire a quanti più ragazzi possibile l’opportunità di vaccinarsi significa limitare la loro libertà di movimento e ledere il loro diritto allo studio. Tra poco più di due settimane riapriranno le scuole. Staremo a vedere cosa succederà», conclude Silvia Cadeddu.
Anche il presidente del Comitato socio-sanitario del Distretto di Macomer, Ignazio Piras, si dice basito per la disparità di trattamento riservata agli abitanti del territorio. «Sono in corso interlocuzioni per comprendere le ragioni di tale scelta», precisa. A prendere posizione sulla faccenda è anche il primo cittadino Antonio Succu, che non nasconde il proprio disappunto. «La distribuzione dei vaccini su base distrettuale non pare conforme al criterio di proporzionalità fra numero di scorte assegnate e popolazione residente – recita la nota inviata al Commissario straordinario dell’Ats, Massimo Temussi, e a quello della Assl di Nuoro, Gesuina Cherchi – soprattutto alla luce dell’attuale indirizzo nazionale orientato fortemente all’immunizzazione delle fasce più giovani di età. Domandiamo con forza di sapere quali siano i parametri seguiti per l’assegnazione».
I dubbi e i nodi da sciogliere sono diversi. A cominciare dalla cifra totale degli immunizzati nel Marghine dall’inizio della campagna vaccinale a oggi. Resta sconosciuta, inoltre, la percentuale degli over 60 destinatari della prima e seconda dose, così come il numero degli allettati. Nonostante le ripetute sollecitazioni da parte degli amministratori locali i dati non sono mai stati resi noti. «Ricordo che non offrire a quanti più ragazzi possibile l’opportunità di vaccinarsi significa limitare la loro libertà di movimento e ledere il loro diritto allo studio. Tra poco più di due settimane riapriranno le scuole. Staremo a vedere cosa succederà», conclude Silvia Cadeddu.
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