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Nuoro, «Vogliamo il treno veloce»

Francesco Pirisi
Nuoro, «Vogliamo il treno veloce»

Sit-in del Comitato nuorese a Cagliari per rivendicare trasporti efficienti nel centro-nord Sardegna

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NUORO. Le maglie bianche dei cittadini nuoresi in lotta per la ferrovia si schierano davanti a Villa Devoto. Sono il segno vivente di una vertenza che vuole ottenere per il centro e nord-est dell’isola collegamenti più efficienti. Lo vorrebbero ricordare agli amministratori della Regione. Ma la presa di contatto salta, per il fatto che ieri e questi giorni sotto Ferragosto il governatore Christian Solinas e gli assessori sono in ferie. Gli interventi che stanno a cuore sono due, legati in modo indissolubile. In ordine: la Nuoro-Macomer deve passare dallo scartamento ridotto a quello ordinario. Se questo venisse fatto si aprirebbe la prospettiva di prolungare la strada ferrata sino a Olbia.

Il presidente del comitato popolare Trenitalia nel Nuorese, l’avvocato Claudio Solinas, lo ripete da anni: «Per il momento siamo fuori dai fondi del Recovery, che in Sardegna finanzia appena un paio d’interventi. Ma non dobbiamo pensare – incalza Solinas – che ogni possibilità sia svanita». Ci crede ancora il comitato. La forza gli deriva da chi si è affiancato nella battaglia. Nella comitiva popolare che sale, alle 8,10, nella littorina per Macomer, prima di passare al treno per Cagliari, l’assessora del comune di Nuoro, Rachele Piras: «Si tratta di una lotta essenziale – sono le sue parole – e va condotta sino al momento in cui non si raggiungerà il risultato». Non c’è fisicamente nella delegazione, ma si dice presente spiritualmente il sindaco, Andrea Soddu: «La ferrovia a Nuoro è un fatto di civiltà – scrive in un messaggio – e rappresenterà la sfida politica del futuro». Comitato, amministratori locali e cittadini, insieme. Il pensiero che li unisce è quello di essere figli di una terra per molto tempo tenuta sotto la soglia di sufficienza per quanto attiene a servizi e infrastrutture, e che non è più disposta a sopportare. Le presenze che davanti al palazzo regionale aumentano i numeri di chi è arrivato da Nuoro, ne sono la conferma. Michele Vacca, referente nell’isola dell’associazione utenti del trasporto pubblico, è tra questi ultimi: «La conversione della Macomer-Nuoro – spiega – permetterebbe i collegamenti diretti con Cagliari e Sassari, senza scali». Il fatto che oggi concluso il tragitto con la “littorina” regionale si debba attraversare l’abitato di Macomer per salire sul convoglio di Trenitalia, vale già l’idea di cosa porterebbe la condizione infrastrutturale che viene reclamata. L’orgoglio di avere pari dignità con altri territori non è anch’esso argomento sottovalutato. La segretaria dei Rossomori, Lucia Chessa: «Nuoro – ricorda – è l’unico capoluogo di provincia non servito dalla rete ferroviaria dello Stato. Tutto ciò – chiarisce – nonostante Trenitalia sia un’azienda pubblica al cento per cento». Insistere e insistere ancora per la rettifica è la parola d’ordine. Tanto più che l’intervento costerebbe un’ottantina di milioni, possibili da prelevare anche dai fondi ordinari. Tra i manifestanti davanti a Villa Devoto anche chi crede che pure i sogni si possono realizzare. Francesco Farris, militare di Lodè: «Oggi giorno – racconta – faccio su e giù con Nuoro in auto, per lavoro. La Baronia non ha mai visto transitare un treno. La ferrovia rappresenterebbe una grande conquista».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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