Il prof torna a Villagrande e ritrova gli alunni del 1967
L’emiliano Antonio Valgimigli voleva incontrare la sua prima classe: è stato accontentato
VILLAGRANDE. «Non so se chiamarvi carissimi ma nella memoria la vostra classe occupa un posto speciale forse perché è stata la prima che ho avuto: era il mio primo anno di insegnamento». Inizia così la lettera che Antonio (Nino per gli amici) Valgimigli, professore romagnolo in pensione, ha spedito ai suoi studenti sardi di tanto tempo fa. A più di 50 anni di distanza, l’insegnante di lettere – che non ha mai dimenticato quella sua classe, una prima media, ha fatto ritorno a Villagrande Strisaili, il paese dove arrivò nel lontano 1967 fresco fresco di laurea e dove visse ospite della famiglia Basoccu, di cui ancora ricorda il nome di ogni singolo componente, da zio Gioacchino a zia Marietta – vorrebbe incontrali e salutarli uno per uno. «Non so se avete indovinato chi è che scrive questa strana lettera ma sono il vostro insegnante di lettere, quello continentale». Il professor Valgimigli, fatte le doverose presentazioni, si rivolge a quelli studenti ormai diventati uomini e donne perché soggiornerà in paese per un breve periodo. Vorrebbe vederli, sapere come stanno, scambiare qualche chiacchiera. Non si ricorda tutti i nomi ma vorrebbe incontrarli, se farà loro piacere, per un caffè nel bed and breakfast del paese che sua figlia ha prenotato per fargli un regalo. Lo scrive con una cortesia d’altri tempi, chiedendo, unica accortezza , che arrivino a piccoli gruppi per via del Covid.
E l’incontro, preceduto dallo stupore dei suoi “ragazzi” avviene per davvero il 25 luglio. È un ritrovarsi denso di emozioni non solo per l’insegnante 79enne che a Villagrande ha iniziato la sua carriera ma per tutti quelli che vanno a salutare il professore continentale che proprio lì ha trovato l’amore: Silvia, la collega emiliana che insegnava anche lei alle medie poi diventata sua moglie. All’appuntamento arriva chi ancora abita in paese e chi ci si trova per le vacanze estive.
Ma la riunione non può finire così. Come nella migliore tradizione villagrandese può finire in un solo modo: con un lauto pranzo all’ombra dei lecci del bosco di Santa Barbara. Il professore ci arriva con la famiglia: sua moglie, la figlia, il genero e i due nipoti. Qui, tra i ricordi di vecchi aneddoti, un buon bicchiere di vino e l’arrosto fumante le vite di Nino Valgimigli e dei suoi studenti si intrecciano nuovamente con la promessa di non perdersi più di vista. Riaffiorano i vecchi ricordi di un anno scolastico che nessuno pensava potesse essere stato così importante. E non può mancare la foto ricordo dove a campeggiare sono i sorrisi dei partecipanti alla riunione, il più smagliante quello dell'ex insegnante.
Alla fine bastano le poche parole dei ragazzi della prima media di allora per esprimere le emozioni vissute in quell'inatteso tuffo nel passato che li ha fatti ridiventare ragazzini spensierati. «Grazie professor Valgimigli – dicono – di essere tornato a Villagrande . Grazie Nino, da tutti i tuoi alunni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
