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Nuoro

Sit-in al poliambulatorio del comitato per la salute

di Alessandra Porcu
Sit-in al poliambulatorio del comitato per la salute

Appuntamento il 10 settembre a Macomer per difendere la sanità nel Marghine «Mancano medici e servizi essenziali, difficile prenotare le visite specialistiche» 

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MACOMER. Il prossimo 10 settembre si ritroveranno davanti al poliambulatorio di Macomer per far sentire la loro voce. Privati cittadini, amministratori locali, istituzioni e associazioni. Il Comitato per la difesa della salute del Marghine ha chiamato a raccolta proprio tutti, nessuno escluso. «È ora di dire basta», tuona il coordinatore, Francesco Nieddu, «serve una grande e decisa mobilitazione per impedire che i servizi sanitari nel nostro territorio vengano ridimensionati. Quella che stiamo combattendo è una battaglia per la vita. Non si può parlare della tutela di un diritto laddove non siano garantiti cure e assistenza adeguate. Insieme dobbiamo bloccare il progetto di smantellamento che, pezzo dopo pezzo, sta facendo crollare un intero sistema».

L’obiettivo è preciso: ottenere risposte da parte di chi ricopre un ruolo di comando. A partire dal direttore del Distretto socio-sanitario di Macomer. «Nelle scorse settimane abbiamo chiesto un faccia a faccia a Maria Giovanna Porcu – spiega Nieddu – per il momento non è stato possibile incontrarla, confidiamo di essere ricevuti proprio in occasione del sit-in. Sarà necessario intavolare un dialogo costruttivo e avviare interlocuzioni costanti per salvaguardare i diritti fondamentali della salute. In attesa di questo appuntamento, per la prossima settimana è invece prevista una riunione operativa del Comitato con i sindaci, da sempre al nostro fianco. Resta solo da definire la data» – aggiunge il coordinatore – di certo possiamo dire che tra i punti all’ordine del giorno non mancheranno le questioni più urgenti e da tempo irrisolte».

Si va dalla sorte del laboratorio analisi alla funzionalità del centro dialisi, fino ad arrivare alla riabilitazione. Nel lungo elenco non manca la specialistica. A monte c’è la carenza di personale. I reparti non sono in grado di operare nel modo migliore se il numero di medici, infermieri e altre figure è sottodimensionato. In molti casi basta che qualcuno vada in ferie per vedere ridotte o peggio annullate alcune prestazioni. «A oggi, purtroppo – sottolinea Nieddu – non si sono trovate soluzioni per ovviare al problema. È impensabile andare avanti in questo modo». Nei giorni scorsi il Comitato si è espresso anche in merito alla sospensione del servizio dell’ambulanza infermieristica a Macomer, chiedendone l’immediato ripristino. Nel frattempo si sta organizzando per un’altra manifestazione, quella in programma il 24 settembre a Cagliari. «In quell’occasione – conclude Nieddu – alla nostra si aggiungeranno altre organizzazioni provenienti da tutta l’isola, in particolare dalle aree interne. Le istanze saranno le stesse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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