La Nuova Sardegna

Nuoro

«Radiologia ora rallenta ma solo per modernizzarsi»

di Michela Columbu
«Radiologia ora rallenta ma solo per modernizzarsi»

Ospedale San Camillo. Rassicurazioni della Assl per il servizio: esclusa la chiusura In atto la sostituzione di un vecchio apparecchio con uno di ultima generazione

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SORGONO. Non ci sarà la chiusura della radiologia all’ospedale ma un rallentamento. A comunicarlo è la Assl con una nota di risposta all’allarme lanciato dal comitato Sos Sanità Barbagia Mandrolisai (che ieri era di nuovo in marcia per protesta contro il generale depotenziamento della struttura sanitaria del Mandrolisai e per la Sanità del centro Sardegna). «Rallentamento dell’attività radiologica ordinaria che comunque sarà garantita perché alcune urgenze potranno essere effettuate con un apparecchio portatile presente in sede – spiegano –. Questo è necessario per effettuare la sostituzione del vecchio apparecchio radiologico del San Camillo, datato da quasi 20 anni, con un Telecomandato di nuova generazione, digitale diretto, che contribuirà in maniera significativa ad una maggiore produttività, effettuando esami ad alta definizione con una dose di radiazioni ridotta. Il locale idoneo per l’installazione della diagnostica di cui all’oggetto è solo quello in cui è attualmente ubicata la vecchia apparecchiatura in quanto gli altri locali presenti nel Servizio di Radiologia non possiedono i requisiti, di tipo strutturale e impiantistico. Qualsiasi altro locale diverso dall’attuale ubicazione richiederebbe quindi adeguamenti importanti e una necessaria autorizzazione dalla Regione autonoma Sardegna, previa verifica del servizio preposto al rilascio delle autorizzazioni e accreditamenti».

La richiesta del comitato era infatti quella di effettuare il montaggio del nuovo macchinario in un’altra stanza, o viceversa, permettendo comunque all’ospedale di svolgere il servizio radiologico nei circa due mesi necessari alle operazioni. Il dubbio e la paura degli attivisti è che il territorio rimanga sguarnito per troppo tempo di un servizio fondamentale. Per la direzione della Assl di Nuoro, un’operazione che invece guarda al lungo periodo: «è noto che il numero e la qualità delle apparecchiature – spiegano ancora – che devono necessariamente essere presenti in un determinato territorio devono essere adeguate per numero e per tipologia considerato anche il bacino di utenza, le condizioni orografiche e la presenza e complessità delle strutture ospedaliere comprese nel territorio. Appare evidente che un territorio disagiato come quello di Sorgono non può che trarre beneficio dalla adeguatezza dei sistemi informatici, con la trasmissione a distanza delle immagini, unitamente ai programmi di telemedicina, obiettivi che questa Direzione aziendale sta perseguendo da diverso tempo, e che finalmente possono essere raggiunti utilizzando nuove tecnologie al passo con i tempi, abbandonando quelle obsolete».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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