Cassa integrazione, proroga alla Tossilo
di Giulia Serra
Macomer. I dipendenti sono 27, misura fino al 26 dicembre Il presidente della Spa Delitala: così si evitano i licenziamenti
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MACOMER. «A seguito della sottoscrizione in data 11/08/2021 del prescritto accordo sindacale, con la presente le comunichiamo la sospensione dell'attività lavorativa quale dipendente della Tossilo Tocnoservice SpA». È con un secco e inatteso telegramma, ricevuto nella giornata di ieri, che gli operai della società pubblica che per 20 anni ha gestito l'impianto di trattamento rifiuti di Macomer hanno appreso di essere entrati nel limbo dei “lavoratori sospesi”. Dal prossimo 30 agosto e fino al 26 dicembre 2021, per 17 settimane lavorative, l'azienda informa infatti di voler presentare domanda per l'assegno ordinario a valere sul fondo di integrazione per il settore dei servizi ambientali. Per poter usufruire del contributo, i dipendenti della Tossilo sono invitati a recarsi «tempestivamente» al Centro per l'impiego per la sottoscrizione del “Patto di servizio personalizzato”. È questo l'ulteriore e scivoloso passaggio obbligato per una SpA appesa al filo: da una parte c'è la sua scadenza naturale che incombe, fissata a fine anno, dall'altra l'attesa infinita per una decisione operativa, tutta squisitamente politica, che ancora non arriva e dalla quale dipenderanno le sue sorti. Dopo la cassa per Covid, con un impianto ormai completamente fermo e inattivo a seguito del blocco della sezione compost, i dipendenti si preparano ad affrontare una nuova cassa integrazione determinata da una inevitabile crisi aziendale: l'accordo sottoscritto tra azienda e sindacati prevede 19 operai a zero ore e 9 impiegati a 25 ore settimanali. «Non è un licenziamento – si affretta a specificare il presidente della Tossilo Antonio Delitala – è stata trovata una formula per poter arrivare al 31 dicembre. Nel frattempo l'assemblea dei soci dovrà decidere sulla proroga della società. Solo in questo modo potremo scongiurare i licenziamenti». Dentro il complesso quadro della gestione della piattaforma rifiuti macomerese, che porta in dote il nuovo mega forno da avviare per la termovalorizzazione di 60mila tonnellate all'anno di rifiuti, è l'incertezza a farla da padrone. I nodi da sciogliere sono tutti sul tavolo della Regione, proprietaria attraverso il Consorzio industriale in liquidazione del 98% della Tossilo SpA. A metà settembre è attesa la riunione nella quale dovrebbe palesarsi chiaramente la volontà della politica regionale: la scelta è tra allungare la vita alla SpA e sottoscrivere una nuova convenzione per la gestione dell'impianto macomerese, oppure lasciar scadere la Tossilo e aprire una nuova strada.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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