La Nuova Sardegna

Nuoro

Zola regala emozioni alla Pastorale del turismo

di Claudia Carta
Zola regala emozioni alla Pastorale del turismo

Il campione celebrato in patria e in Inghilterra partecipa a un dibattito a più voci su calcio e business

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TORTOLÌ. Risuonano le notti magiche sul palco dell’Anfiteatro Caritas di Tortolì nella sesta serata della Pastorale del turismo andata in scena lunedì sera. E quando metti insieme un numero 10 che col pallone si divertiva davvero, Gianfranco Zola, e la prima voce di “Tutto il calcio minuto per minuto”, Francesco Repice, il risultato non può che essere spumeggiante. A provocare risposte e confronti uno che nella rassegna agostana curata dalla Diocesi di Lanusei e di Nuoro è ormai di casa, quando si parla di sport: Andrea Contini.

La domanda è intrigante e spinosa, ma è stimolo a quell’intreccio di episodi, aneddoti e opinioni che lo sport, e il calcio in particolare, è capace di suscitare: «Anche nello sport l’unico sogno è il business?». Soldi. Tanti soldi. E tiene banco come un refrain continuo la domanda retorica di Repice, mista a incredulità e sarcasmo, sui 100 milioni di sterline, circa 117 milioni di euro, spesi dal Manchester City di Pep Guardiola per il 25enne centrocampista dell’Aston Villa, Jack Grealish che sbaraglia il record degli 89 milioni di sterline pagati nel 2016 dallo United per riportare a casa Pogba, divenendo di fatto il giocatore più pagato nella storia del calcio inglese. Ormai il sistema è talmente acquisito e consolidato che piangersi sopra è da filosofi illusi – tuona il radiocronista –, lui che da tifoso romanista a non vincere “quasi nulla” ci è abituato eccome, ma che all’emozione della curva, alle bandiere e ai cori non si vuole abituare mai. Convinto che le miriadi di tifosi del Paris Saint Germain, del City, dello United prima o poi si stancheranno di spendere milioni di euro senza poi raccogliere risultati concreti sul campo.

C’era una volta andare allo stadio e pagare il biglietto. Oggi, al netto della pandemia che ha chiuso i tornelli, c’è il divano di casa e l’abbonamento per un campionato spalmato ben oltre il fine settimana.

Il calciatore di Oliena, dal “Pane carasau” fino al Chelsea di sua maestà la Regina Elisabetta, mette tutti d’accordo nell’impersonare quella voglia di giocare per divertirsi, come ancora avviene fra i dilettanti, o sui campetti di parrocchia, o per la strada, dove soldi non ce ne sono mai, sacrificio e passione sì. Perché lo sport ha e deve ancora avere questa linfa vitale, l’unica che unisce sotto un sogno. Quello che la Nazionale ha saputo regalare agli europei. La stessa che il compianto Paolo Rossi ha regalato agli italiani degli anni ‘80. “The Magic Box” è cresciuto, è vero, ma la sua autenticità è sempre verde. Baronetto, ma sardo vero. Inglese nemmeno per scherzo. Umile amico di bambini e ragazzi che lo hanno circondato, salutandolo emozionati e increduli. Nei loro occhi grandi sogni. E i sogni non si comprano con i soldi.

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