La Nuova Sardegna

Nuoro

Lula alla scoperta del Montalbo

di Bernardo Asproni
Lula alla scoperta del Montalbo

Il Cai organizza la 19esima escursione regionale da Janna Nurai fino a Su Corru ’e sa mandra 

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LULA. «Per noi Cai la ripresa e il sapore della montagna di Lula ci offre sempre calcare per i nostri scarponi, fatica e sudore ma anche grande storia di cultura. Tracce da seguire di contadini e pastori, rumori sordi di scure a tagliare lecci secolari per il carbone, nuovo interesse per la tutela dell’ambiente di questo monte. Da Sos Enattos arriva sin qui la grande sfida per la straordinaria impresa delle onde gravitazionali. Dai dannati ad metalla al grande futuro scientifico». In questa dichiarazione che ha rilasciato il dirigente Cai Matteo Marteddu c’è il gusto poetico che racchiude l’escursione n° 19 (6 ore, dislivello alto) sul Montalbo, monte fatato con punta Caterina (1.127 metri sul livello del mare), con angoli custodi di storie e bellezze, prevista per il 5 settembre (adesioni sino al giorno 2, Antonio Contu tel. 345-2445440).

Per le norme anti-Covid: mascherina e auto-certificazione, distanziamento, max 20 partecipanti. «Nel caso si superi il numero, spetterà ai direttori stabilire due gruppi distanziati». Raduno: ore 7 piazza Veneto, Nuoro; 7,30 piazza a Lula; 7,45 Nurai base partenza. Mezzi propri. Si respira, insomma, «il sapore di ripartenza, dalla punta Caterina. Ancora area di restrizioni, ma le regole rafforzano le nostre sicurezze. Oltre le regole c’è’ comunque la suggestione di una escursione non banale». Da Lula alla chiesetta campestre di Su Meraculu, che insieme a San Nicola e San Matteo «richiamano profonda religiosità antica alle falde del Montalbo». Il punto base è Janna Nurai, porta-ingresso per il Monte e checkpoint della carrareccia nel ricordo del grande traffico dei carri verso le piane e porti della costa. «Li trovavano approdo i carichi di legname, grano, carbone con l’erosione sistematica del bosco, minerali de Sos Enattos e Guzzurra, tristi centri di smistamento, senza ritorno, per schiavi romani e ebrei dannati ad metalla». Gli escursionisti attraverseranno Janna Nurai, Tumbitta ’e Sos Chilivros, Tumba Nurai andando incontro a boschi di lecci, Sas Patatas, Mandra Brujada, Sa Kostera, lasciando sulla destra Turuddo’ e Carchinaglios e la caratteristica grotta di Homines Agrestes, Sae Tamponi, dominus del taglio dei boschi per il carbone, oggi affidati a Forestas. Offre lavoro e almeno in parte riscrive la Storia. A sinistra si vira A Punta Caterina, con larghe viste sulla Sardegna centro orientale, Gallura e isole e mare. Si prosegue verso Su Campu ’e susu. Nei versanti vallate per pascolo, lavoro, fatiche e solitudini di contadini e pastori. Qualche ovile rinnovato nelle sue architetture antiche. Qui pausa. Montalbo continua la sua serpentina bianca verso Conca Umosa, punta Ferulargiu e Su Corru ’e sa mandra. Qui incrocia il Sentiero Italia Cai. «Per noi un sogno che svanisce verso i monti di Irgoli, Galte e Dorgali». Altre Storie. Pausa e discesa della Scala Usurtia, ricca di suggestioni. È la via di ritorno. Direttori organizzazione: Antonio Contu, Matteo Corrias, Michele Demelas, Domenico Demelas, Natalio Lunesu, Giuseppe Santus; collabora Matteo Marteddu.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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