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Omicidio Albanese in Brasile: Ladogana sconterà diciotto anni
BUDONI. È stato condannato a diciotto anni di carcere Pietro Ladogana, il 50enne romano che sette anni fa era stato arrestato dai carabinieri di Budoni con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio...
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BUDONI. È stato condannato a diciotto anni di carcere Pietro Ladogana, il 50enne romano che sette anni fa era stato arrestato dai carabinieri di Budoni con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio di Enzo Albanese, 42enne, residente in Sardegna. Un indagine svolta dai militari della stazione gallurese dopo aver ricevuto la denuncia dei suoi genitori e della sorella che all’epoca abitavano proprio a Budoni. L’omicidio avvenne il 2 maggio del 2014 a Natal, una cittadina nel Brasile. L’uomo fu ucciso con sei colpi di pistola da due killer e le indagini intraprese dai carabinieri di Budoni guidati dal maresciallo Gianluca Lombardi e dai colleghi della compagnia di Siniscola portarono in poco tempo a trovare gli indizi necessari per spiccare un mandato di arresto contro Ladogana ritenuto il mandante del delitto.
Il 29 maggio dello stesso anno, fu proprio il maresciallo Lombardi ad arrestare l’uomo all’aeroporto di Fiumicino al rientro da un viaggio in Croazia. Dopo il fermo, i carabinieri di Budoni e Siniscola, coadiuvati della polizia brasiliana, hanno proseguito le indagini in maniera serrata effettuando nella capitale una serie di perquisizioni in abitazioni e negli uffici di persone considerate vicine a Pietro Ladogana.
Nel mirino della procura di Nuoro gli affari in varie società brasiliane nelle cui vicende gli investigatori hanno trovato il movente dell’omicidio e che portarono anche all’arresto di Douglas Alexandre, agente di polizia considerato l’ esecutore materiale dell’omicidio, e di Tamara Ladogana, ex moglie dell’imprenditore italo brasiliano. La donna durante gli interrogatori avrebbe confessato di aver accompagnato l’ex marito a un sopralluogo per localizzare l’abitazione di Albanese dove poi in effetti è stato ucciso e che questi avesse anche l’intento di ammazzare un funzionario del fisco brasiliano che aveva scoperto consistenti evasioni delle società di Ladogana e dei soci italiani. (s.s.)
Il 29 maggio dello stesso anno, fu proprio il maresciallo Lombardi ad arrestare l’uomo all’aeroporto di Fiumicino al rientro da un viaggio in Croazia. Dopo il fermo, i carabinieri di Budoni e Siniscola, coadiuvati della polizia brasiliana, hanno proseguito le indagini in maniera serrata effettuando nella capitale una serie di perquisizioni in abitazioni e negli uffici di persone considerate vicine a Pietro Ladogana.
Nel mirino della procura di Nuoro gli affari in varie società brasiliane nelle cui vicende gli investigatori hanno trovato il movente dell’omicidio e che portarono anche all’arresto di Douglas Alexandre, agente di polizia considerato l’ esecutore materiale dell’omicidio, e di Tamara Ladogana, ex moglie dell’imprenditore italo brasiliano. La donna durante gli interrogatori avrebbe confessato di aver accompagnato l’ex marito a un sopralluogo per localizzare l’abitazione di Albanese dove poi in effetti è stato ucciso e che questi avesse anche l’intento di ammazzare un funzionario del fisco brasiliano che aveva scoperto consistenti evasioni delle società di Ladogana e dei soci italiani. (s.s.)
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