Il comitato Trenitalia rilancia
di Francesco Pirisi
Il rappresentante Solinas al ministro Giovannini: «Prima di pensare all’idrogeno investiamo sui binari»
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NUORO. La soluzione per la nuova ferrovia nel Nuorese affidata a fondi diversi da quelli del Pnrr non convince il comitato popolare. Lo dice, in replica alle dichiarazioni del ministro Enrico Giovannini, il presidente Claudio Solinas: «Il Pnrr, il piano che sfrutta le risorse del Recovery, non è ancora chiuso in seno al governo. Cosicché una quota può essere utilizzata per potenziare la rete ferroviaria in provincia e collegarla in maniera funzionale con quello che è l’intero sistema isolano».
L’intervento primario è il passaggio della Macomer-Nuoro dallo scartamento ridotto a quello ordinario. Opera che costituisce il presupposto per il prolungamento della strada ferrata verso il mare e sino a Olbia, coprendo un’area che quell’infrastruttura sinora l’ha solo sognata. Due interventi che sono dentro la scheda SarNet, redatta dalla facoltà d’Ingegneria dell’università di Cagliari. La Regione poi, a fine aprile, l’ha inviata al governo, con la richiesta appunto di essere finanziata con una quota dei 200 miliardi di euro, trasferiti all’Italia dall’Unione europea. «La scheda – spiega ancora il presidente del comitato – è super-strategica, considerato che mette a sistema l’intera rete, e consente il collegamento tra i capoluoghi, i porti e gli aeroporti. Non è vero poi – incalza Solinas – che ci sarebbero limiti di finanziamento per via dei tempi di realizzazione, perché i lavori per la Macomer-Nuoro si potranno chiudere prima del 2026, come stabilito nel Pnrr».
La rettifica così come progettata prevede tempi di percorrenza ridotti di circa un terzo, rispetto all'ora e 20' attuale. Ma anche macchine e sistemi di locomozione in linea con le soluzioni ecocompatibili dei programmi europei. Tutto questo grazie a un nuovo asse dei binari (che passerebbero dai 96 centimetri dello scartamento ridotto a un metro e 46), ma anche per il fatto che l’innesto a Borore con la Cagliari-Sassari eviterà il giro vizioso dell’entrata a Macomer.
Via anche la salita di Nuoro, ma il capolinea a Pratosardo, con la previsione di collegare comunque la città con una metropolitana di superficie. La rettifica della linea vale 80 milioni di spesa. «La cifra è certo alla portata – spiega Solinas – rispetto alla gran mole di fondi del Recovery destinati ai trasporti ferroviari nel Mezzogiorno. Il limite è che sinora il governo alla Sardegna ha riservato una quota totalmente insufficiente». Solinas fa anche una riflessione sulla proposta del ministro Giovannini di inserire l’isola tra le regioni dove si sperimentino i treni a idrogeno: «La proposta del ministero delle Infrastrutture di locomotive azionate con l’idrogeno, è plausibile solo dopo il rinnovamento strutturale della rete. Mentre non è plausibile – spiega ancora – rispetto a quella che la realtà attuale del tracciato, che da Macomer in su ha gravissimi problemi strutturali, legati alle quote, alle pendenze, alla vetustà della linea». Per questo, alle condizioni date, Claudio Solinas la ritiene «una proposta assurda». Prima di riabbassare la testa e proseguire la crociata per un sistema ferroviario funzionale e veloce. Una testimonianza di quest’impegno, il sit-in davanti al palazzo della presidenza della Regione, dieci giorni fa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’intervento primario è il passaggio della Macomer-Nuoro dallo scartamento ridotto a quello ordinario. Opera che costituisce il presupposto per il prolungamento della strada ferrata verso il mare e sino a Olbia, coprendo un’area che quell’infrastruttura sinora l’ha solo sognata. Due interventi che sono dentro la scheda SarNet, redatta dalla facoltà d’Ingegneria dell’università di Cagliari. La Regione poi, a fine aprile, l’ha inviata al governo, con la richiesta appunto di essere finanziata con una quota dei 200 miliardi di euro, trasferiti all’Italia dall’Unione europea. «La scheda – spiega ancora il presidente del comitato – è super-strategica, considerato che mette a sistema l’intera rete, e consente il collegamento tra i capoluoghi, i porti e gli aeroporti. Non è vero poi – incalza Solinas – che ci sarebbero limiti di finanziamento per via dei tempi di realizzazione, perché i lavori per la Macomer-Nuoro si potranno chiudere prima del 2026, come stabilito nel Pnrr».
La rettifica così come progettata prevede tempi di percorrenza ridotti di circa un terzo, rispetto all'ora e 20' attuale. Ma anche macchine e sistemi di locomozione in linea con le soluzioni ecocompatibili dei programmi europei. Tutto questo grazie a un nuovo asse dei binari (che passerebbero dai 96 centimetri dello scartamento ridotto a un metro e 46), ma anche per il fatto che l’innesto a Borore con la Cagliari-Sassari eviterà il giro vizioso dell’entrata a Macomer.
Via anche la salita di Nuoro, ma il capolinea a Pratosardo, con la previsione di collegare comunque la città con una metropolitana di superficie. La rettifica della linea vale 80 milioni di spesa. «La cifra è certo alla portata – spiega Solinas – rispetto alla gran mole di fondi del Recovery destinati ai trasporti ferroviari nel Mezzogiorno. Il limite è che sinora il governo alla Sardegna ha riservato una quota totalmente insufficiente». Solinas fa anche una riflessione sulla proposta del ministro Giovannini di inserire l’isola tra le regioni dove si sperimentino i treni a idrogeno: «La proposta del ministero delle Infrastrutture di locomotive azionate con l’idrogeno, è plausibile solo dopo il rinnovamento strutturale della rete. Mentre non è plausibile – spiega ancora – rispetto a quella che la realtà attuale del tracciato, che da Macomer in su ha gravissimi problemi strutturali, legati alle quote, alle pendenze, alla vetustà della linea». Per questo, alle condizioni date, Claudio Solinas la ritiene «una proposta assurda». Prima di riabbassare la testa e proseguire la crociata per un sistema ferroviario funzionale e veloce. Una testimonianza di quest’impegno, il sit-in davanti al palazzo della presidenza della Regione, dieci giorni fa.
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