Mazzella: «Spazi dell’Intermare da riconvertire»
Tortolì. L’imprenditore mira al turismo. I sindacati: «Salvaguardiamo i posti di lavoro della Saipem»
2 MINUTI DI LETTURA
TORTOLÌ. «Credo che l’Intermare fabrication yard (Saipem) dovrebbe spostarsi nelle vicine aree ex Cartiera e lasciare liberi i grandi spazi che ora occupa, che verrebbero riconvertiti ad attività turistiche». A parlare è l’imprenditore turistico Giorgio Mazzella, titolare dell’Arbatax park resort che conta 2.800 posti letto. «Non dico che l’Intermare debba chiudere – prosegue – perché i posti di lavoro sono tutti importanti, anche se non nego che sarebbe stato meglio se in quelle aree vi fossero state strutture ricettive e altro legato al turismo. Questo è un discorso che va avanti da tanti anni. Così come quello di chi vorrebbe fare “tornare” l’acqua del mare fino all’altezza della colonia, di fronte ai parcheggi dell’Intermare». I sindacati però non ci stanno. «È oramai partita – dice Giacomo Pani, segretario generale Cgil Nuoro Ogliastra – la nuova crociata di qualche imprenditore che vorrebbe vedere andare via quest’unica realtà industriale, targata Saipem. Per noi i posti di lavoro dell’Intermare vanno salvaguardati senza alcun tentennamento. E lo stesso farà tutto il territorio, perché l’Intermare è parte integrante del proprio tessuto economico».
Michele Muggianu, segretario Cisl Ogliastra la pensa allo stesso modo. «Stiamo seguendo con attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione – dice – sul rinnovo delle concessioni demaniali a Saipem. È necessario un tavolo istituzionale con tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla Regione. Ci stiamo attivando perché ci si arrivi nel minor tempo possibile. È necessaria la diplomazia e il buon senso di tutti e trovare un accordo che soddisfi tutte le esigenze. Il territorio non può rinunciare alla presenza di Saipem, in termini di ricadute occupazionali ed economiche, è una realtà fondamentale». Il segretario generale Uil Nuoro Ogliastra, Mario Arzu, è contrariato. «Questa grande e unica realtà industriale ogliastrina – spiega – va difesa con i denti. Non possiamo perdere neanche un posto di lavoro, considerata la gravità della situazione. Nessuno pensi a una chiusura del cantiere operativo Saipem».
Nel marzo 2022, ci sarà la scadenza della concessione demaniale all’Intermare fabrication yard (Saipem), per le aree in cui opera, e per la quale, ci si attendeva un rinnovo di 12 anni, come invece previsto per altri operatori. Non è un mistero che la stessa concessione verrà messa a bando, e che vi sia anche la richiesta di una società locale che opera anche nel settore turistico. Come ha evidenziato a luglio la Rsu dello stabilimento « la Saipem ritiene che non sia necessario avviare alcuna procedura per arrivare a un nuovo affidamento in concessione e ritenendo illegittimo tale atto, il 28 maggio lo ha impugnato dinanzi al Tar Sardegna». (l.cu.)
Michele Muggianu, segretario Cisl Ogliastra la pensa allo stesso modo. «Stiamo seguendo con attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione – dice – sul rinnovo delle concessioni demaniali a Saipem. È necessario un tavolo istituzionale con tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla Regione. Ci stiamo attivando perché ci si arrivi nel minor tempo possibile. È necessaria la diplomazia e il buon senso di tutti e trovare un accordo che soddisfi tutte le esigenze. Il territorio non può rinunciare alla presenza di Saipem, in termini di ricadute occupazionali ed economiche, è una realtà fondamentale». Il segretario generale Uil Nuoro Ogliastra, Mario Arzu, è contrariato. «Questa grande e unica realtà industriale ogliastrina – spiega – va difesa con i denti. Non possiamo perdere neanche un posto di lavoro, considerata la gravità della situazione. Nessuno pensi a una chiusura del cantiere operativo Saipem».
Nel marzo 2022, ci sarà la scadenza della concessione demaniale all’Intermare fabrication yard (Saipem), per le aree in cui opera, e per la quale, ci si attendeva un rinnovo di 12 anni, come invece previsto per altri operatori. Non è un mistero che la stessa concessione verrà messa a bando, e che vi sia anche la richiesta di una società locale che opera anche nel settore turistico. Come ha evidenziato a luglio la Rsu dello stabilimento « la Saipem ritiene che non sia necessario avviare alcuna procedura per arrivare a un nuovo affidamento in concessione e ritenendo illegittimo tale atto, il 28 maggio lo ha impugnato dinanzi al Tar Sardegna». (l.cu.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
