Anche alla Lute corsi in presenza
La Libera università della terza età lascia la Dad e lancia un appello a vecchi e nuovi soci: iscrivetevi
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NUORO. Come tutte le altre istituzioni scolastiche, anche la Lute, libera università della terza età, lascia la didattica a distanza e torna in presenza. Una scelta coraggiosa, quella del direttivo dell’associazione, che sarà supportata da una particolare attenzione verso il rispetto delle norme antiCovid, a cominciare dal distanziamento e l’uso della mascherina, sino all’obbligo di Green Pass per poter frequentare i tanti corsi a disposizione.
Dopo un anno e mezzo di Dad si torna così alla normalità, nella speranza che questa volta la situazione generale non imponga nuovi stop com’era accaduto lo scorso ottobre. Una scelta necessaria perché, come sottolinea il direttivo, le lezioni a distanza (sulla piattaforma Skype generalmente) hanno riscontrato numerose defezioni tra il pubblico, come spiega la presidente della Lute, Eugenia Laria. «Molti iscritti hanno avuto difficoltà a collegarsi o addirittura non avevano gli strumenti per farlo. Ma ritengo che il motivo principale di molti abbandoni sia nel fatto che alla Lute le persone hanno soprattutto voglia di incontrarsi, e farlo attraverso lo schermo di un computer non aiuta».
C’è stato un calo dei rinnovi, dunque, dopo il numero record di 220 iscritti raggiunto nel 2019, a due anni appena dalla nascita dell’istituzione. Per agevolare le iscrizioni il direttivo per quest’anno ha deciso di dimezzare la quota annuale (da 50 a 25 euro per chi è già socio) e ridurre sensibilmente quella delle nuove iscrizioni (35 euro). Per accedere ai corsi della Lute o semplicemente iscriversi all’associazione non ci sono limiti di età. Non a caso negli anni scorsi molti giovani si sono iscritti ai corsi (quest’anno circa una ventina) visto che la Lute offriva materie mai trattate da altre istituzioni e a costi decisamente concorrenziali.
Sui corsi pesano ovviamente le difficoltà finanziarie: la Lute si regge sulle quote degli associati e su un contributo regionale comunque proporzionato al numero degli iscritti attivi. Da qui l’appello che il direttivo rivolge ai cittadini: «La ridotta capacità finanziaria costituisce ovviamente un limite per nulla trascurabile nella progettazione e realizzazione delle attività. Numerosi interventi sono stati comunque supportati da contributi spontanei di molti di noi, comprendendo tra questi anche l’attività gratuita professionale: dall’amministrazione e gestione alla “manovalanza”, da alcune docenze alla messa a disposizione di servizi, propri e di terzi, con un impiego di tempo e competenze che, monetizzati, avrebbe un peso notevole, ma ciò ci consente di destinare la totalità dei cespiti alle attività per i soci e alla gestione della sede. In ragione di ciò – è scritto nell’appello del direttivo – vi chiediamo di frequentare la sede, di mettere a disposizione un po’ del vostro tempo, della vostra competenza e professionalità, di coinvolgere nuovi soci a darci una mano per pensare, immaginare scenari, fare attività, suggerire soluzioni e infine, ma non meno importante, per sostenere la Lute con le vostre quote annuali». Per informazioni rivolgersi alla segreteria della Lute in via Collodi 3 (dal 13 al 30 settembre: ore 10-12 dal lunedì al giovedì, da ottobre anche il pomeriggio ore 16-18). (p.me.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Dopo un anno e mezzo di Dad si torna così alla normalità, nella speranza che questa volta la situazione generale non imponga nuovi stop com’era accaduto lo scorso ottobre. Una scelta necessaria perché, come sottolinea il direttivo, le lezioni a distanza (sulla piattaforma Skype generalmente) hanno riscontrato numerose defezioni tra il pubblico, come spiega la presidente della Lute, Eugenia Laria. «Molti iscritti hanno avuto difficoltà a collegarsi o addirittura non avevano gli strumenti per farlo. Ma ritengo che il motivo principale di molti abbandoni sia nel fatto che alla Lute le persone hanno soprattutto voglia di incontrarsi, e farlo attraverso lo schermo di un computer non aiuta».
C’è stato un calo dei rinnovi, dunque, dopo il numero record di 220 iscritti raggiunto nel 2019, a due anni appena dalla nascita dell’istituzione. Per agevolare le iscrizioni il direttivo per quest’anno ha deciso di dimezzare la quota annuale (da 50 a 25 euro per chi è già socio) e ridurre sensibilmente quella delle nuove iscrizioni (35 euro). Per accedere ai corsi della Lute o semplicemente iscriversi all’associazione non ci sono limiti di età. Non a caso negli anni scorsi molti giovani si sono iscritti ai corsi (quest’anno circa una ventina) visto che la Lute offriva materie mai trattate da altre istituzioni e a costi decisamente concorrenziali.
Sui corsi pesano ovviamente le difficoltà finanziarie: la Lute si regge sulle quote degli associati e su un contributo regionale comunque proporzionato al numero degli iscritti attivi. Da qui l’appello che il direttivo rivolge ai cittadini: «La ridotta capacità finanziaria costituisce ovviamente un limite per nulla trascurabile nella progettazione e realizzazione delle attività. Numerosi interventi sono stati comunque supportati da contributi spontanei di molti di noi, comprendendo tra questi anche l’attività gratuita professionale: dall’amministrazione e gestione alla “manovalanza”, da alcune docenze alla messa a disposizione di servizi, propri e di terzi, con un impiego di tempo e competenze che, monetizzati, avrebbe un peso notevole, ma ciò ci consente di destinare la totalità dei cespiti alle attività per i soci e alla gestione della sede. In ragione di ciò – è scritto nell’appello del direttivo – vi chiediamo di frequentare la sede, di mettere a disposizione un po’ del vostro tempo, della vostra competenza e professionalità, di coinvolgere nuovi soci a darci una mano per pensare, immaginare scenari, fare attività, suggerire soluzioni e infine, ma non meno importante, per sostenere la Lute con le vostre quote annuali». Per informazioni rivolgersi alla segreteria della Lute in via Collodi 3 (dal 13 al 30 settembre: ore 10-12 dal lunedì al giovedì, da ottobre anche il pomeriggio ore 16-18). (p.me.)
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