Baronia, gli allevamenti colpiti sono già 40
di Sergio Secci
Per il sindaco di Siniscola Farris è una mazzata per il settore già in forte crisi. I pastori: rimedi tardivi
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SINISCOLA. La lingua blu è arrivata anche in Baronia. Una trentina di focolai registrati sino a ieri solo a Siniscola, quattro a Torpè, tre ad Orosei, due a Posada e Lodè ma sono sempre più numerose le segnalazioni che l’Ats gira ai sindaci sulla presenza dei sintomi clinici riferibili a Febbre catarrale degli ovini (Blue tongue). I sindaci devono emettere l’ordinanza di sequestro cautelativo dell’allevamento con il divieto di spostamento, in attesa di censire con i veterinari il numero degli animali infetti. Un’ epidemia che sinora ha provocato la morte di una sessantina di capi ovini e che rischia di mettere in ginocchio gli allevatori che già lamentavano un calo nella produzione del latte. «Le notizie di nuovi allevamenti colpiti continuano ad arrivare a ritmo serrato – dice il sindaco di Siniscola Gianluigi Farris –. Una mazzata per i nostri allevatori già provati da mesi di sacrifici». Per cercare di contrastare il dilagare del virus, la Regione si sta muovendo con un piano straordinario di vaccinazione, per creare un cordone sanitario attorno ai focolai concentrati, nel Nuorese, Oristanese e Ogliastra. «Si tratta però di un’ operazione che andava fatta nei mesi scorsi, in primavera –, dice un allevatore di Siniscola –. È tardi per correre ai ripari e possiamo solo contenere i danni mettendo il bestiame al sicuro nelle stalle protette da zanzariere nelle ore serali». Non tutte le aziende sono però protette dalle zanzare che diffondono il virus e c’è anche chi dice che vaccinare ora non serve. «Il virus deve fare il suo corso e le pecore infette avranno problemi polmonari egualmente perché con la malattia in corso il vaccino è sconsigliato» dice un altro allevatore. Varie associazioni di categoria hanno già chiesto alla Regione un provvedimento legislativo da inserire nella manovra di assestamento di bilancio per il rimborso dei capi morti e di quelli colpiti da lingua blu, e c’è da tener conto che ci sarà anche una notevole riduzione del latte. Nel distretto di Siniscola, che comprende i nove comuni di alta e bassa Baronia, ci sono tre veterinari in più e non dovrebbero esserci problemi con le scorte dei vaccini, ma dal mondo agropastorale si lanciano pesanti accuse contro il ritardo della campagna vaccinale: «Se si fosse provveduto in primavera non avremmo avuto dei focolai – dice sconsolato un pastore siniscolese –. Tra cavallette, siccità, rincaro dei mangimi ci mancava solo il ritorno di questo virus che pensavamo fosse ormai solo un brutto ricordo». Il clima caldo umido di questi giorni purtroppo permette la proliferazione della zanzara responsabile del contagio e sinora, non esiste alcuna terapia in grado di eliminare il virus e guarire gli animali colpiti. La profilassi si attua con il vaccino di massa e il controllo delle movimentazioni degli animali e dei vettori definendo le mappe di rischio. L’agente della Blue Tongue non è pericoloso per l’uomo, carni e prodotti lattiero-caseari possono essere consumati senza rischi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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