La Nuova Sardegna

Nuoro

Dal distretto rurale cinquanta milioni

di Federico Sedda
Dal distretto rurale cinquanta milioni

Le opportunità dell’ente sovracomunale con Ottana capofila. Oggi l’incontro

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OTTANA. Con il primo incontro che si terrà oggi, nel centro polivalente di via Lussu, con inizio alle 19, prende il via il percorso partecipativo per dare vita al costituendo Distretto rurale della media valle del Tirso. Il progetto, che richiede un complesso iter burocratico sui tavoli regionali, è stato messo in campo dai comuni limitrofi di Ottana (Comune capofila), Sedilo, Dualchi, Noragugume e Borore. L’obiettivo dell’iniziativa, formalizzata il 20 agosto scorso con la costituzione del comitato promotore, è quello di valorizzare le filiere più importanti del territorio di riferimento in un’ottica di rete.

Per mettere a punto la procedura per il riconoscimento del nuovo distretto e definire gli atti necessari da parte degli enti pubblici aderenti, è stato programmato per il mese di settembre un calendario di incontri che, oltre a quello di oggi a Ottana, prevede riunioni l’8 a Dualchi, il 10 a Sedilo, il 13 a Borore, il 15 a Noragugume e, infine, il 17 settembre ancora a Ottana in modo da consentire al comune capofila e al comitato promotore di trarre le conclusioni e definire l’iter burocratico per raggiungere l’obiettivo. Tutti gli incontri si terranno alle 19 in presenza e in video conferenza.

«Grazie a una serie di strumenti finanziari – sottolinea il sindaco di Ottana, Franco Saba – il distretto rurale può attrarre risorse fino a 50 milioni di investimenti in varie filiere produttive che vanno dalla produzione, trasformazione, commercializzazione, marketing e promozione dei prodotti, all’innovazione e alla ricerca. Il tutto in un’ottica di rete per uscire dalla crisi economica e affrontare nuove sfide. Si tratta, insomma – conclude il primo cittadino di Ottana – di uno strumento di sviluppo che, partendo dal basso, potrà contare su risorse importanti per valorizzare i prodotti e i saperi locali».

Obiettivi certo ambiziosi che, se realizzati, potrebbero dare nuove prospettive alla media valle del Tirso nell’era del post fallimento industriale. (f.s.)



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