Stop alla movimentazione dei capi verso la penisola
di Giusy Ferreli
Lo ha deciso il ministero della Salute per ovini, caprini e bovini colpiti dal morbo Per uscire dalla Sardegna richiesto il test Pcr, il cui costo è a carico degli allevatori
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NUORO. Emergenza Blue tongue: il ministero della Salute ha deciso di disporre il blocco delle movimentazioni dei capi di bestiame verso la penisola. L’annuncio di ciò che l’intero settore della zootecnia sarda temeva da quando il virus ha ripreso a dilagare, dapprima in Ogliastra poi nel Nuorese e infine in tutta l’isola, è stato dato nel corso del vertice che si è svolto ieri mattina tra Cagliari, Roma e Teramo. Nessun animale allevato in Sardegna tra quelli sensibili al virus (ovini, caprini e bovini) potrà varcare i confini isolani se non dopo un esame della Pcr, la proteina C reattiva. Questa, in sintesi è stata la posizione del responsabile ministeriale della Sanità animale, Luigi Ruocco, posizione che verrà formalizzata in una nota già oggi. I costi di queste analisi, tuttavia, saranno ancora una volta completamente a carico dei proprietari. Non si tratta di bruscolini visto che costa 25, 08 euro a prelievo. Per giunta questa disposizione riguarderebbe solo la Sardegna e non il resto dell’Italia che pure è in zona di sorveglianza. Nel corso dell’incontro, al quale hanno (video) partecipato altri due funzionari ministeriali, il responsabile del centro di referenza nazionale di Teramo, Giovanni Savini, del direttore del Servizio di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell’assessorato regionale, Antonio Montisci, Sandro Rolesu dell’ Istituto zooprofilattico di Sassari e di Stefano Cappai a capo dell’Osservatorio epidemiologico veterinario regionale, ci si è accordati sulle strategie da mettere in campo contro il diffondersi del sierotipo 4 che ha colpito duramente soprattutto la provincia di Nuoro.
Il tavolo tecnico è servito inoltre a mettere nero su bianco le scadenze delle azioni future. «Entro oggi – sottolinea il direttore del servizio regionale – verrà stilato l’elenco delle aziende cui verranno destinate le 120mila dosi di vaccino messe da parte come scorte». Non saranno vaccinati gli allevamenti immediatamente a ridosso dei focolai ma quelli più distanti, visto che l’infezione, che ha un tempo di incubazione di una decina di giorni, potrebbe averli già raggiunti. «L’obiettivo è quello di utilizzare al meglio le scorte di vaccino» sottolinea a questo riguardo Montisci. Il secondo passaggio riguarda la costituzione di un tavolo tecnico -operativo per fronteggiare da una parte l’emergenza sanitaria e dall’altra per assicurare i livelli essenziali di assistenza negli allevamenti. Al tavolo siederanno i due assessorati regionali (Sanità e Agricoltura) e l'Istituto zooprofilattico della Sardegna. Altra proposta emersa nel corso del vertice straordinario, è quella di utilizzare i 90 veterinari ex Ara ora in forze a Laore per le vaccinazioni. Secondo i calcoli del Servizio dell’assessorato, entro una settimana, con l’impiego di questo piccolo esercito di professionisti che altrimenti si dovrebbero occupare del benessere animale, si potrebbero inoculare le 120mila dosi. Nell’attesa delle altre 600mila dosi da acquistare con procedure pubbliche, gli esperti del centro di Teramo hanno concordato sull’ utilizzo di un repellente, il Butox, in prossimità dei focolai. Il preparato, che ha un’efficacia di circa 25 – 30 giorni garantirebbe la copertura fino all’arrivo del vaccino. La malattia che nel 2017 mise in ginocchio centinaia di aziende nel frattempo continua a galoppare: a ieri erano oltre 300 gli allevamenti raggiunti dal virus veicolato dal culicoide tra focolai certificati e sospetti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il tavolo tecnico è servito inoltre a mettere nero su bianco le scadenze delle azioni future. «Entro oggi – sottolinea il direttore del servizio regionale – verrà stilato l’elenco delle aziende cui verranno destinate le 120mila dosi di vaccino messe da parte come scorte». Non saranno vaccinati gli allevamenti immediatamente a ridosso dei focolai ma quelli più distanti, visto che l’infezione, che ha un tempo di incubazione di una decina di giorni, potrebbe averli già raggiunti. «L’obiettivo è quello di utilizzare al meglio le scorte di vaccino» sottolinea a questo riguardo Montisci. Il secondo passaggio riguarda la costituzione di un tavolo tecnico -operativo per fronteggiare da una parte l’emergenza sanitaria e dall’altra per assicurare i livelli essenziali di assistenza negli allevamenti. Al tavolo siederanno i due assessorati regionali (Sanità e Agricoltura) e l'Istituto zooprofilattico della Sardegna. Altra proposta emersa nel corso del vertice straordinario, è quella di utilizzare i 90 veterinari ex Ara ora in forze a Laore per le vaccinazioni. Secondo i calcoli del Servizio dell’assessorato, entro una settimana, con l’impiego di questo piccolo esercito di professionisti che altrimenti si dovrebbero occupare del benessere animale, si potrebbero inoculare le 120mila dosi. Nell’attesa delle altre 600mila dosi da acquistare con procedure pubbliche, gli esperti del centro di Teramo hanno concordato sull’ utilizzo di un repellente, il Butox, in prossimità dei focolai. Il preparato, che ha un’efficacia di circa 25 – 30 giorni garantirebbe la copertura fino all’arrivo del vaccino. La malattia che nel 2017 mise in ginocchio centinaia di aziende nel frattempo continua a galoppare: a ieri erano oltre 300 gli allevamenti raggiunti dal virus veicolato dal culicoide tra focolai certificati e sospetti.
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