Orotelli cessa l’allarme per l’agalassia: revocate le ordinanze

OROTELLI. Mentre nelle campagne del centro Sardegna la lingua blu continua a colpire gli allevamenti degli ovini provocando la morte del bestiame e ulteriori contagi (quattro focolai sono stati...

OROTELLI. Mentre nelle campagne del centro Sardegna la lingua blu continua a colpire gli allevamenti degli ovini provocando la morte del bestiame e ulteriori contagi (quattro focolai sono stati segnalati a Ottana e uno a Bolotana), una buona notizia per gli allevatori della zona viene, finalmente, da Orotelli e riguarda il fronte dell’agalassia contagiosa. Il sindaco, Nannino Marteddu, con una ordinanza che prende atto della comunicazione del servizio veterinario dalla Assl di Nuoro, ha revocato il precedente provvedimento di sequestro dell’allevamento dove era stato segnalato il focolaio della malattia. Il nuovo allarme agalassia nelle campagne del paese barbaricino, (altri due focolai c’erano stati nel 2020), è durato quattro mesi: esattamente dal 3 maggio 2021, quando il primo cittadino emanò l’ordinanza di sequestro cautelativo di un allevamento ubicato nella zona di Mussinzua-Nusullu. Il provvedimento, oltre al sequestro sanitario del bestiame, aveva disposto anche l’isolamento degli animali ammalati o sospetti da quelli sani, la disinfezione periodica dei ricoveri, il divieto di accesso a persone estranee e di movimentazione delle greggi sotto osservazione, la segnalazione della presenza della malattia agli ingressi dell’azienda e nelle zone di confine, il divieto di portare all’esterno qualsiasi vettore di contagio e di abbeverare i ruminanti in quarantena in vasche pubbliche o comuni e, infine, il divieto di utilizzare il latte prodotto. L’area interessata dal contagio era stata dichiarata zona infetta da agalassia contagiosa. Quattro mesi di calvario per il titolare dell’ azienda zootecnica di Orotelli che ora potrà finalmente riprendersi dal danno economico subito per il mancato versamento del latte. L’esito delle indagini epidemiologiche e di laboratorio effettuate dal servizio veterinario dell’Assl di Nuoro ha, infatti, certificato «che non sussistono più le condizioni che avevano portato all’emissione del provvedimento di sequestro».

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