Intermare all’ex Cartiera, il sindaco Cannas dice no
di Lamberto Cugudda
Tortolì, il primo cittadino boccia la proposta lanciata dall’imprenditore Mazzella «In questo momento rischierebbe di causare uno spostamento verso altri siti»
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ARBATAX. Qualche giorno fa l’imprenditore turistico locale Giorgio Mazzella ha lanciato l’idea di uno spostamento dell’Intermare fabrication yard (Saipem) nelle aree ex Cartiera per dare spazio a iniziative turistiche dove è attualmente ubicato lo stesso grande cantiere operativo. Sul punto interviene il primo cittadino di Tortolì-Arbatax, Massimo Cannas, che si schiera a favore del rinnovo dela concessione demaniali per l’Intermare fabrication yard. Che scadrà, dopo la proroga di un anno, a marzo del prossimo anno, e che verrà messa a bando. Interessata a tale concessione a bocca di porto, è una società di Tortolì che si occupa anche di interventi nel settore turistico.
«Vorrei esprimere – afferma il sindaco – delle brevi considerazioni sulle concessioni demaniali in favore della Saipem di Arbatax. Ritengo che sia indispensabile rinnovare la concessione delle aree demaniali, in uso da oltre 40 anni al cantiere Saipem di Arbatax, per un numero di anni almeno pari a quelli già trascorsi. Tale provvedimento sarebbe in linea con quanto avvenuto con gran parte delle concessioni demaniali, che hanno beneficiato di un rinnovo automatico per effetto della normativa di sostegno anticrisi legato all'emergenza pandemica». Cannas ricorda che oggi Saipem rappresenta una realtà occupazionale in crescita «perché sta vivendo una ripresa produttiva, ma se non avesse la sicurezza di poter disporre di queste aree in concessione sarebbe nell'impossibilità di accettare nuove commesse». Che come è facilmente intuibile, necessitano di una programmazione pluriennale».
«A oggi – prosegue il capo dell’esecutivo comunale – non risulta che su queste aree di cantiere siano state proposte nuove iniziative imprenditoriali, né si profilano nuovi investimenti certi. Appare dunque ingiustificato, in questo momento, aprire una discussione che verta sullo spostamento dell’industria in altri siti del nostro territorio. Mettere all’ordine del giorno una simile questione rischierebbe di causare l’effetto indiretto di uno spostamento del sito Intermare verso altre aree geografiche. È già successo con la nautica, che in parte si è ricollocata nelle aree del distretto produttivo di Olbia. E lo stesso sta accadendo per una parte della metalmeccanica nel sud Sardegna».
Per il sindaco tutto questo non deve però escludere a priori «che il territorio debba essere pronto a discutere e a valutare, senza pregiudizio, nuove iniziative imprenditoriali certe e che dispongano di risorse finanziarie definite, qualora si presentassero». E conclude: «Sicuramente si possono intraprendere nuove e più moderne relazioni industriali con la Saipem e con le imprese insediate al fine di migliorarne la convivenza ambientale e paesaggistica col centro urbano e di favorire una maggior ricaduta occupazionale nel territorio».
«Vorrei esprimere – afferma il sindaco – delle brevi considerazioni sulle concessioni demaniali in favore della Saipem di Arbatax. Ritengo che sia indispensabile rinnovare la concessione delle aree demaniali, in uso da oltre 40 anni al cantiere Saipem di Arbatax, per un numero di anni almeno pari a quelli già trascorsi. Tale provvedimento sarebbe in linea con quanto avvenuto con gran parte delle concessioni demaniali, che hanno beneficiato di un rinnovo automatico per effetto della normativa di sostegno anticrisi legato all'emergenza pandemica». Cannas ricorda che oggi Saipem rappresenta una realtà occupazionale in crescita «perché sta vivendo una ripresa produttiva, ma se non avesse la sicurezza di poter disporre di queste aree in concessione sarebbe nell'impossibilità di accettare nuove commesse». Che come è facilmente intuibile, necessitano di una programmazione pluriennale».
«A oggi – prosegue il capo dell’esecutivo comunale – non risulta che su queste aree di cantiere siano state proposte nuove iniziative imprenditoriali, né si profilano nuovi investimenti certi. Appare dunque ingiustificato, in questo momento, aprire una discussione che verta sullo spostamento dell’industria in altri siti del nostro territorio. Mettere all’ordine del giorno una simile questione rischierebbe di causare l’effetto indiretto di uno spostamento del sito Intermare verso altre aree geografiche. È già successo con la nautica, che in parte si è ricollocata nelle aree del distretto produttivo di Olbia. E lo stesso sta accadendo per una parte della metalmeccanica nel sud Sardegna».
Per il sindaco tutto questo non deve però escludere a priori «che il territorio debba essere pronto a discutere e a valutare, senza pregiudizio, nuove iniziative imprenditoriali certe e che dispongano di risorse finanziarie definite, qualora si presentassero». E conclude: «Sicuramente si possono intraprendere nuove e più moderne relazioni industriali con la Saipem e con le imprese insediate al fine di migliorarne la convivenza ambientale e paesaggistica col centro urbano e di favorire una maggior ricaduta occupazionale nel territorio».
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