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Nuoro

L’ultimo saluto del paese all’allevatore ucciso

di Kety Sanna
L’ultimo saluto del paese all’allevatore ucciso

Oggi alle 16,30 il funerale di Gigi Cherchi nella chiesa di San Giacomo Continua la caccia al killer solitario che giovedì ha teso l’agguato al 67enne

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NORAGUGUME. Le campane della chiesa parrocchiale di San Giacomo oggi suoneranno a morto. Alle 16,30 Noragugume darà l’ultimo saluto a Gigi Cherchi, l’allevatore di 67 anni ucciso a fucilate nelle campagne del paese. I noragugumesi si stringeranno attorno ai familiari dell’uomo, già segnati in passato da altre tragedie. Una famiglia per la quale l’abitudine al dolore sembra fare parte del suo destino. Toccherà ancora una volta al giovane parroco, don Maurizio Demartis, parlare alla comunità.

Lancerà un appello ai suoi fedeli perché ritrovino i valori veri della vita, e riprendano a ricostruire la quotidianità sui concetti dell’amore, del dialogo e del perdono. Come ha già fatto domenica mattina, in una chiesa semivuota, a una ventina di donne che hanno ascoltato con attenzione le parole della sua omelia.

Intanto l’attività investigativa da parte dei carabinieri di Ottana e del Comando provinciale di Nuoro prosegue nel più assoluto riserbo. Diverse le piste battute dagli inquirenti che, oltre a favorire quella legata alla faida scoppiata in paese 20 anni fa, non ne trascurano delle altre. Sono state sequestrate le immagini degli impianti di videosorveglianza del paese, con la speranza che abbiano captato movimenti sospetti, prima o dopo l’omicidio.

Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Oristano, Ezio Domenico Basso, procedono ma sono rese difficili dall’assenza di testimonianze determinanti. Nessuno, nonostante l’ora insolita in cui è avvenuto il delitto, sembra aver visto o sentito nulla. Eppure giovedì, il killer di Gigi Cherchi si è appostato nelle campagne di Sa binza manna in pieno giorno. Ha potuto vedere chiaramente l’arrivo della sua vittima che una volta parcheggiato il fuoristrada sul lato della strada, ha raggiunto il cancello del potere dove accudiva i cavalli. È allora che il sicario da dietro un muretto, ha sparato con un fucile calibro 12. Due colpi hanno raggiunto Cherchi al fianco e alla testa, facendolo stramazzare al suolo. L’allevatore è morto sul colpo. A trovarlo, intorno alle 18,30, un vicino di pascolo che ha notato il cadavere riverso a terra e ha dato l’allarme.

Il teatro dell’omicidio è stato chiuso immediatamente con il nastro rosso e bianco. I militari hanno setacciato le campagne a caccia di indizi utili. Poi il ritrovamento di un fucile a poche decine di metri dal luogo dell’agguato, ha portato a ipotizzare diversi scenari. È stato abbandonato dal killer in fuga, che disturbato da qualcuno è stato costretto a disfarsi dell’arma? O forse apparteneva all’allevatore ucciso? Risposte che arriveranno dagli accertamenti tecnici che verranno svolti dagli esperti del Ris. Certo è che nelle campagne di Sa binza manna non sono stati trovati bossoli. La loro presenza avrebbe potuto facilitare l’attività investigativa, perché comparati con l’arma sequestrata, avrebbero potuto confermare o escludere l’uso della stessa per compiere il delitto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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