Incidente mortale a Iloghe «La moto bruciò lo stop»
Via al processo per il tragico scontro in cui persero la vita due motociclisti svizzeri In aula l’ispettore della Stradale che fece i rilievi e il consulente del procura
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NUORO. Due motociclisti svizzeri morti e un automobilista ferito. Era stato questo il bilancio del tragico incidente accaduto poco dopo le 12 del 19 giugno 2019 in località Iloghe, territorio di Dorgali, nell’intersezione tra la strada statale 129 e la Provinciale 38. A causare la tragedia una mancata precedenza. Ieri davanti al giudice Alessandra Ponti e iniziato il processo a carico di Pasqualino Putzolu, l’automobilista di Paulilatino che si trovava alla guida della Mercedes 270 che all’incrocio si era scontrata con la moto, una Bmw R1200, guidata da Peter Johann Berchtold, passeggera la moglie Annemarie Rymann. L’imputato, difeso dagli avvocati Marcello Sequi e Rossella Oppo, è accusato di omicidio stradale. I familiari delle vittime si sono costituiti parte civile con l’avvocato Pietro Soddu.
Ieri sono stati sentiti due testi: l’ispettore della polizia stradale Giuseppe Ruiu, e l’ingegnere Stefano Ferrigno, incaricato dalla Procura (pm Ireno Satta) di svolgere la perizia finalizzata a ricostruire la dinamica del sinistro. È stato l’ispettore della Stradale a dichiarare che a causare il violento impatto era stata una mancata precedenza: stando ai rilievi sarebbe stato il motociclista giunto dal bivio di Lula, a fermarsi all’incrocio nel momento in cui sopraggiungeva la Mercedes di Putzolu che, diretto da Nuoro a Orosei, aveva diritto di precedenza. L’improvvisa manovra del motociclista svizzero, avrebbe portato l’autista a spostarsi verso il margine destro della carreggiata, fino a sormontare l’aiuola spartitraffico, nel tentativo di evitare la collisione. Che, però c’era stata, ed era stata violentissima. «Quando ero arrivato sul posto – ha detto l’ispettore – c’erano già gli operatori del 118. Peter Berchtold era morto sul colpo mentre la moglie, trasportata in ospedale con l’elicottero era deceduta poco dopo. Anche Pasqualino Putzolu era ferito, perciò non era stato possibile sottoporlo agli accertamenti per verificare il tasso alcolemico». Il limite di velocità consentito in quel tratto di strada è di 50 chilometri orari. «Non erano stati trovati segni di frenata – ha aggiunto il consulente del pm –. La vettura che procedeva sulla Statale 129, era giunta all’intersezione di Iloghe a una velocità di 60/70 chilometro orari. La stessa della moto. La collisione era avvenuta tra la parte anteriore della moto e la ruota anteriore sinistra della vettura. L’auto per via della velocità e della massa, aveva effettuato una minore curvatura e aveva effettuato una semirotazione finendo su una piazzola. La moto, invece, con massa minore, aveva compiuto una rotazione oraria ed era stata trascinata dall’auto, e proiettata all’indietro rispetto al suo senso di marcia». Il processo riprenderà il 18 novembre per sentire i consulenti della difesa. (k.s.)
Ieri sono stati sentiti due testi: l’ispettore della polizia stradale Giuseppe Ruiu, e l’ingegnere Stefano Ferrigno, incaricato dalla Procura (pm Ireno Satta) di svolgere la perizia finalizzata a ricostruire la dinamica del sinistro. È stato l’ispettore della Stradale a dichiarare che a causare il violento impatto era stata una mancata precedenza: stando ai rilievi sarebbe stato il motociclista giunto dal bivio di Lula, a fermarsi all’incrocio nel momento in cui sopraggiungeva la Mercedes di Putzolu che, diretto da Nuoro a Orosei, aveva diritto di precedenza. L’improvvisa manovra del motociclista svizzero, avrebbe portato l’autista a spostarsi verso il margine destro della carreggiata, fino a sormontare l’aiuola spartitraffico, nel tentativo di evitare la collisione. Che, però c’era stata, ed era stata violentissima. «Quando ero arrivato sul posto – ha detto l’ispettore – c’erano già gli operatori del 118. Peter Berchtold era morto sul colpo mentre la moglie, trasportata in ospedale con l’elicottero era deceduta poco dopo. Anche Pasqualino Putzolu era ferito, perciò non era stato possibile sottoporlo agli accertamenti per verificare il tasso alcolemico». Il limite di velocità consentito in quel tratto di strada è di 50 chilometri orari. «Non erano stati trovati segni di frenata – ha aggiunto il consulente del pm –. La vettura che procedeva sulla Statale 129, era giunta all’intersezione di Iloghe a una velocità di 60/70 chilometro orari. La stessa della moto. La collisione era avvenuta tra la parte anteriore della moto e la ruota anteriore sinistra della vettura. L’auto per via della velocità e della massa, aveva effettuato una minore curvatura e aveva effettuato una semirotazione finendo su una piazzola. La moto, invece, con massa minore, aveva compiuto una rotazione oraria ed era stata trascinata dall’auto, e proiettata all’indietro rispetto al suo senso di marcia». Il processo riprenderà il 18 novembre per sentire i consulenti della difesa. (k.s.)
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