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Nuoro

Boom del monte Ortobene ritrovata oasi dei nuoresi

di Francesco Pirisi
Boom del monte Ortobene ritrovata oasi dei nuoresi

Numeri da record sulle presenze, superiori anche al periodo pre-Covid Crescono anche i residenti e quanti decidono di prendere una casa in affitto 

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NUORO. La tanto attesa riscoperta del monte Ortobene è un dato di fatto. Lo dice la crescita delle presenze di quest'estate. «Molte di più degli anni scorsi, compresi di quelli precedenti il Covid», afferma Loredana Belloi, titolare del chiosco ai limiti dell’anello del parco. «Il cresciuto afflusso ha interessato soprattutto i nuoresi – aggiunge –, alcuni dei quali hanno deciso di soggiornarvi per tutta l'estate o di trascorrere in cima le serate, fuggendo dall’afa della città».

Un’oasi ritrovata e con le carte in regola per ritornare a essere un elemento di forza di Nuoro e della sua economia. Se non ci fosse di mezzo un “ma”. Roba arcinota, che Belloi ricorda: «Tra i problemi, due sono quelli più avvertiti, innanzitutto proprio dai residenti. L’approvvigionamento idrico non è adeguato, tant’è che se nelle abitazioni della cima arriva l’acqua in modo sufficiente, si sente la penuria nelle zone più basse, e viceversa. Non sempre, tra l'altro, è limpida – rimarca ancora Belloi –, e ciò credo dipenda dalla pulizia dei depositi, nonostante gli operatori di Abbanoa non lesinino energie per venire incontro alle esigenze dei residenti del monte».

L’altra deficienza riguarda l’illuminazione esterna. «Intorno al mio locale – spiega ancora la signora nuorese – ho provveduto personalmente. Ma la sera rimangono alcune zone al buio, in particolare vicino alla statua del Redentore e intorno alla chiesa della Madonna del Monte».

Si sono dovuti forse aprire ancora di più gli occhi, per spostarsi tra il dedalo di stradette che collegano case e punti di ritrovo, ma rinunciare a stare sull’Ortobene non è entrato tra le deliberazioni dei nuoresi. Molte di più degli ultimi lustri le case aperte durante l’estate, rispetto alle circa 300 presenti. Sono ritornati a trascorrervi le ferie alcuni dei proprietari. Altri nuoresi hanno preso in affitto altre abitazioni. «Più di uno tra i clienti del chiosco – informa Loredana Belloi – mi ha domandato notizie sulla possibilità di avere una casa in affitto o acquistarla direttamente». Senza considerare la piscina di Farcana, la cui riapertura merita un discorso a parte, un attrattore per tante persone, molti giovani, che l’hanno definitivamente consacrata quale “mare” dei nuoresi.

Le 30 famiglie che risiedono durante l'anno sull’Ortobene, già confermano la tendenza e la ritrovata passione per il monte. Quest’ultimo elemento è infatti fondamentale, perché, sono ancora le parole di Belloi, «viverci è bello in estate e anche d'inverno. Ma ci vuole anche la forza di superare alcuni disagi, non ultimo quello dello scarso collegamento con i bus urbani, che diventa un limite soprattutto per la frequenza della scuola o lo spostamento in città per questioni di salute e burocratiche». L'estate che va a chiudersi è stata positiva anche per il movimento turistico. Luglio e agosto hanno visto la presenza di visitatori nazionali, sostituiti via via da francesi, svizzeri, tedeschi, olandesi, spagnoli. «Si tratta di turisti che prediligono una vacanza a contatto con la natura, fatta di lunghe camminate e parentesi di assoluto relax», spiega Mario Zizi, titolare del bed&breakfast di Solotti. Tra i pochi rimasti, con Belloi, a dare ristorazione e accoglienza, mentre l’Ortobene sembra incanalato a vivere il nuovo boom come località nella quale trascorrere le vacanze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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