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Nuoro

Budoni rivolta contro le classi-pollaio

di Sergio Secci
Budoni rivolta contro le classi-pollaio

I genitori minacciano di non mandare i bambini a scuola. Sostegno dal Comune

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BUDONI. Inizio del nuovo anno scolastico tra le polemiche a Budoni con un sit-in di protesta annunciato proprio all’avvio delle lezioni dai genitori dei 45 alunni che frequenteranno il primo anno della scuola secondaria di primo grado. Il Centro servizi amministrativi (l’ex Provveditorato), ha infatti negato la possibilità di creare tre classi composte da una quindicina di alunni optando invece per accorpare i ragazzi in due gruppi ben più numerosi. I genitori degli alunni che nei mesi scorsi avevano chiesto alla dirigente dell’Istituto comprensivo di farsi portavoce dell’istanza al Csa di Sassari non intendono sottostare a quella che sembra una situazione inconcepibile, soprattutto in periodo Covid, dove il distanziamento è importantissimo, e hanno minacciato di far disertare le lezioni ai propri figli sino a che il provveditorato non tornerà sui propri passi. La situazione era ben nota dalla fine dello scorso anno scolastico quando alla fine del ciclo della primaria, già si sapeva che gli alunni ammessi a frequentare il primo anno della secondaria di primo grado sarebbero stati ben 45. La presidente del Consiglio d’istituto Roberta Maccioni e le famiglie degli alunni della quinta della scuola primaria, già da giugno si erano attivate per chiedere la variazione al numero delle classi portandole da due a tre. Una sarebbe stata composta da 14 alunni di cui uno con disabilità, una da 15 e l’altra da 16. Le richieste non hanno avuto esito e nei giorni scorsi, ai genitori è stato comunicato che alla riapertura delle scuole martedì, le classi sarebbero state solo due: una da 25 alunni e l’atra da 20. «Una decisione assurda», dice l’assessora all’Istruzione del comune Vanessa Sanna. «Come amministrazione comunale appoggiamo in pieno la richiesta dei genitori e ci batteremo assieme a loro affinché venga riconosciuto il diritto a frequentare le lezioni in classi adatte alle loro esigenze. Siamo stupefatti che mentre a causa del Covid si richiede un minimo distanziamento, si decida invece di far frequentare ben 25 bambini in una sola aula. Questo, senza rispettare i crismi della sicurezza e senza garantire la giusta attenzione a dei bambini che si ritrovano per il primo anno in una scuola diversa da quella che hanno frequentato per 5 anni». Motivazioni pienamente condivise dai genitori: «Ammassare tanti alunni e personale (incluso l’insegnante di sostegno) in un spazio inidoneo comporterebbe la probabilità di tornare alla Dad nel caso di eventuali contagi a discapito della didattica in presenza».

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