La Nuova Sardegna

Nuoro

Lingua blu, Ats in Regione per spiegare il caos vaccini

di Giusy Ferreli
Lingua blu, Ats in Regione per spiegare il caos vaccini

Audizione di Temussi alle commissioni Sanità e Attività produttive del Consiglio Mancando i chiarimenti, potrebbe essere istituito un organismo d’inchiesta

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NUORO. Il ritorno della Blue tongue in Sardegna è realmente il frutto di quello che è stato definito, diplomaticamente, un corto circuito comunicativo tra Assessorato e Ats ? «Se così fosse, sarebbe un fatto gravissimo e su questo occorre far chiarezza» tuona il vice presidente della sesta commissione del Consiglio regionale Daniele Cocco che, dopo l’audizione di mercoledì scorso dell’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, ha convocato a stretto giro di posta una seconda riunione della commissione Sanità, congiuntamente a quella delle Attività produttive, sul dilagare della febbre catarrale degli ovini, malattia dei ruminanti che sta colpendo in particolar modo gli allevamenti del Nuorese. Martedì, questa la data della nuova convocazione, a spiegare le ragioni del mancato riscontro alle comunicazioni della Regione ci saranno i vertici dell’Ats guidata dal commissario straordinario Massimo Temussi. La direzione dell’azienda è stata chiamata in causa in seguito della ricostruzione emersa nel corso dell’audizione del direttore del Servizio di sanità pubblica veterinaria, Antonio Montisci. Una comunicazione, in particolare, ha fatto balzare sulla poltrona i consiglieri regionali. «Tenuto conto che l'attività di vaccinazione da effettuare dovrà concentrarsi nelle aziende e nei territori individuati sulla base del rischio, proprio per garantire il puntuale svolgimento delle attività di profilassi in quelli a maggior rischio, si invita questa direzione a voler adottare gli opportuni provvedimenti necessari affinché si ottimizzi l'impiego del personale incaricato in queste zone» scriveva il 5 maggio scorso il funzionario alla direzione Ats nella nota che, tuttavia non ha mai avuto riscontro. Sulle motivazioni della mancata risposta si interroga il consigliere di Leu che vuole capire cosa sia realmente successo tra gli uffici regionali, i quali hanno dettato le scadenze – la campagna vaccinale sarebbe dovuta concludersi entro il 31 luglio – e le azioni nel Piano di contrasto alla Blue tongue, e la struttura aziendale che avrebbe dovuto ottemperare alle indicazioni contenute nella determina 345 e che, invece, non ha ridistribuito i professionisti nei territori maggiormente suscettibili all’infezione. Si tratta dei territori individuati dalla mappa del rischio predisposta dall’Osservatorio epidemiologico veterinario regionale nel suo documento tecnico “Proposta vaccinazione 2021 Blue tongue” del 30 marzo scorso. L’audizione dei vertici Ats dovrebbe svelare l'arcano ma potrebbe non rimanere un’azione isolata: in programma se, non dovesse arrivare la sufficiente chiarezza sulle responsabilità dell’irruzione del morbo che sta mettendo in ginocchio il settore zootecnico, si profilano altre iniziative. Come la possibilità di una commissione d’inchiesta del massimo organo legislativo sardo, possibilità peraltro già paventata nella seduta dell’8 settembre dai rappresentanti dell’opposizione. «Abbiamo necessità di avere contezza di tutto», sottolinea Cocco. L’iniziativa si sommerebbe alle innumerevoli interrogazioni in Consiglio regionale e in Parlamento e all’esposto presentato alla Procura di Nuoro dalla deputata di Cd Mara Lapia. La situazione nel frattempo non accenna a migliorare. Al 10 settembre i focolai attivi su tutto il territorio regionale erano 665 con altri 39 sospetti per 211878 capi coinvolti nel primo caso e 9531 nel secondo. 59 invece i focolai estinti. Complessivamente sono oltre 1400 i capi morti, la maggior parte dei quali negli allevamenti della provincia di Nuoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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