«Scuola, una salutare occasione di vita che non va sprecata»
Il messaggio agli studenti del vescovo Antonello Mura «Non abbiate paura: le cose importanti si conquistano»
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NUORO. «Carissimi studenti, pensandovi mentre rientrate in aula – con le dovute attenzioni sanitarie! – mi è venuta in mente la radice della parola “scuola”: un termine greco, “skolè”, che significa “tempo libero”. Questa originalità mi incuriosisce molto, pensando alla immediata difficoltà di collegare le aule scolastiche a uno spazio e a un tempo libero. In realtà, questo ci dice quanto studiare continui ad essere una salutare occasione di vita, da non sprecare». Comincia così la lettera aperta che il vescovo di Nuoro e di Lanusei, monsignor Antonello Mura, ha scritto agli studenti in occasione dell’apertura dell’anno scolastico 2021-2122. «Così come la radice della parola spiega che un tempo, molto più di oggi, studiare era un privilegio, un lusso, che si poteva permettere solo chi non lavorava, perché a lavorare si andava (allora) fin da piccoli. Sentitevi allora fortunati a studiare – sottolinea Mura –, perché le ore dedicate allo studio (in classe o a casa) è un capitale di tempo e di energie enorme, tempo libero per coltivare il gusto della scoperta di sé e del mondo. Che non tornerà. Qualcuno ha fatto un po’ di conti: ogni anno (in condizioni non pandemiche… ) dedichiamo circa 1.500 ore alla scuola, 1.000 vanno per le lezioni e circa 500 per lo studio. Sono ore della vostra vita, della nostra vita. Se divenissero ore di vita perse, ore di “non vita”, sarebbe una vera e propria tragedia, dalla quale non ci si potrebbe riprendere facilmente».
«Perché, allora, dovete (dobbiamo) studiare? – è l’interrogativo che pone il vescovo – Non per amare i libri, ma per amare voi (noi) stessi, rispondendo al desiderio di scoprire – come disse felicemente papa Francesco incontrando il mondo della scuola (10 maggio 2014) – le esigenze del “vero, del bello e del buono” della vita che, seppur nascoste da mille detriti, rimangono indelebili nel cuore di ogni studente e di ogni docente. Vi invito, allora, a sentire interessante la scuola per questo, non per altro. Sentitevi parte di una scuola che cresce con voi, grazie a voi, e non perché gli altri decidono per voi».
«Quel bagaglio di apprendimenti che vi viene incontro attraverso i docenti e i libri è frutto di tante osservazioni e approfondimenti che altri – studenti come voi – hanno raggiunto grazie alla loro curiosità e aspirazione – sottolinea ancora il vescovo Antonello –. Sono un tesoro di conoscenza al quale non possiamo rinunciare e che si completerà, ogni giorno che passa, anche con l’attenzione e la sensibilità intellettuale che voi metterete in campo». «Se oggi il 20% abbandona la scuola senza neppure aver conseguito una qualifica professionale, se per il 37% la scuola “è un luogo dove non voglio andare”, è perché in quelle ore, spesso, non accade nulla di significativo per la vita – è la constatazione del vescovo di Nuoro e di Lanusei –. Non scoraggiatevi e non state ad aspettare – è il suo consiglio –. Portate a scuola entusiasmo e coraggio, comprese le vostre domande di senso, senza lasciarvi sommergere da risposte a domande che non avete posto e che non desiderate. Non abbiate, però, paura della fatica. Studiare impegna, perché le cose importanti si conquistano. Non sprofondate nell’apatia e nel disinteresse, ogni conoscenza prepari altre conoscenze, ogni risposta alimenti nuove domande. Buon anno scolastico, con simpatia e con un forte incoraggiamento – chiude infine monsignor Antonello Mura –. Nel vostro tempo libero la scuola sia una ricchezza e l’apprendimento una forza, per non essere gli ultimi – sorpassati da tanti altri – a scoprire la bellezza della conoscenza, la bellezza della vita».
«Perché, allora, dovete (dobbiamo) studiare? – è l’interrogativo che pone il vescovo – Non per amare i libri, ma per amare voi (noi) stessi, rispondendo al desiderio di scoprire – come disse felicemente papa Francesco incontrando il mondo della scuola (10 maggio 2014) – le esigenze del “vero, del bello e del buono” della vita che, seppur nascoste da mille detriti, rimangono indelebili nel cuore di ogni studente e di ogni docente. Vi invito, allora, a sentire interessante la scuola per questo, non per altro. Sentitevi parte di una scuola che cresce con voi, grazie a voi, e non perché gli altri decidono per voi».
«Quel bagaglio di apprendimenti che vi viene incontro attraverso i docenti e i libri è frutto di tante osservazioni e approfondimenti che altri – studenti come voi – hanno raggiunto grazie alla loro curiosità e aspirazione – sottolinea ancora il vescovo Antonello –. Sono un tesoro di conoscenza al quale non possiamo rinunciare e che si completerà, ogni giorno che passa, anche con l’attenzione e la sensibilità intellettuale che voi metterete in campo». «Se oggi il 20% abbandona la scuola senza neppure aver conseguito una qualifica professionale, se per il 37% la scuola “è un luogo dove non voglio andare”, è perché in quelle ore, spesso, non accade nulla di significativo per la vita – è la constatazione del vescovo di Nuoro e di Lanusei –. Non scoraggiatevi e non state ad aspettare – è il suo consiglio –. Portate a scuola entusiasmo e coraggio, comprese le vostre domande di senso, senza lasciarvi sommergere da risposte a domande che non avete posto e che non desiderate. Non abbiate, però, paura della fatica. Studiare impegna, perché le cose importanti si conquistano. Non sprofondate nell’apatia e nel disinteresse, ogni conoscenza prepari altre conoscenze, ogni risposta alimenti nuove domande. Buon anno scolastico, con simpatia e con un forte incoraggiamento – chiude infine monsignor Antonello Mura –. Nel vostro tempo libero la scuola sia una ricchezza e l’apprendimento una forza, per non essere gli ultimi – sorpassati da tanti altri – a scoprire la bellezza della conoscenza, la bellezza della vita».
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