La Nuova Sardegna

Nuoro

La Barbagia cerca alloggi per venti profughi afghani

di Francesco Pirisi
La Barbagia cerca alloggi per venti profughi afghani

I Comuni del Plus annunciano la disponibilità: adesioni entro il 21 settembre Sarà fondamentale il supporto delle cooperative sociali del “terzo settore”

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NUORO. Il Comune ha avviato la ricerca di abitazioni da locare per accogliere i profughi afghani. Lo fa con un bando, pubblicato all’albo pretorio, con il quale cittadini e operatori economici possono appunto manifestare la disponibilità di mettere a disposizione appartamenti e altre tipologie di abitazioni. Le adesioni vanno presentate entro il 21 settembre. L’iniziativa è all’interno della rete Sai, il sistema di accoglienza integrato, promosso nei territori dal ministero dell’Interno e che è stato ampliato proprio per portare un aiuto ai profughi in fuga dall’Afghanistan, tornato nelle mani dei fondamentalisti talebani.

La provincia di Nuoro è chiamata a ospitare una ventina di persone, perlopiù componenti di nuclei familiari. L’intervento umanitario nel territorio può già contare sulla disponibilità annunciata dai Comuni del Plus, il Piano locale dei servizi unitari alla persona, convocato la settimana passata dall’assessora Fausta Moroni. Molti degli afgani risiederanno a Nuoro, se l’iniziativa dell’amministrazione civica dovesse andare a buon fine. Tra le premesse che vengono poste per la sua riuscita la risposta positiva da parte di chi in città possiede delle case inutilizzate e sia disposto ad affittarle. L’alloggio ai profughi è infatti il servizio di base del progetto di accoglienza, che l’amministrazione civica porterà avanti con il supporto di realtà del “terzo settore”, a iniziare dalle cooperative sociali. Insieme saranno garantiti il vito e una serie di altri supporti, a iniziare dai servizi dell’informazione e accompagnamento, sino all’assistenza e all’orientamento.

«I servizi sono pensati all’interno di percorsi individuali d’inserimento», scrive nell’avviso pubblico, Maria Dettori, dirigente del settore Servizi alla persona. Tutto ciò che prevedono gli interventi della rete Sai, che ha sostituito gli Sprar, attivati nei comuni italiani negli anni in cui maggiore è stato lo sbarco di chi scappava dall’Africa e dal Medioriente. Il bando per il reperimento degli alloggi pone come condizione che gli stessi siano ubicati in territorio di Nuoro, oltreché a essere in uno stato che ne consenta l’immediato utilizzo, per accogliere i cittadini afghani.

La previsione che i 20 profughi, quelli destinati in provincia, siano ospitati tutti a Nuoro, non esclude tuttavia la possibilità di un impegno concreto anche di altri comuni, per ospitate cittadini in fuga dalla nazione centro-asiatica. Soprattutto se l’ondata di arrivi dovesse continuare dopo il primo esodo, quello iniziato ad agosto. L’incontro degli amministratori civici nell’ambito del Plus non ha d’altra parte lasciato alcun dubbio rispetto a quella disponibilità: «I Comuni del Plus – hanno scritto in una nota – confermano la volontà di voler fare la propria parte nell’accogliere le famiglie afghane. Ma occorre – aggiungono – il sostegno e la solidarietà delle nostre comunità». Da qui l’appello, «alla sensibilità dei nostri concittadini, affinché mettano a disposizione eventuali case inutilizzate. Così da dare una sistemazione degna di questo nome a persone che – ricordano gli amministratori del Nuorese – sino a pochi giorni fa collaboravano con la nostra ambasciata e le forze armate italiane inviate in Afghanistan. E, ora, proprio in virtù di quella collaborazione, sono costrette a fuggire, perché sicuri bersagli di rappresaglie da parte dell’attuale regime». Sulla vicende dell’Afghanistan e la possibilità di un ritorno delle violenze e abusi precedenti ai vent’anni di controllo diretto delle nazioni occidentali, si è espresso anche il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, con la richiesta al governo italiano «di attivare tutte le iniziative possibili per far fronte alla grave crisi umanitaria». Prima di aggiungere, che «come amministrazione civica e comunità siamo pronti a metterci a disposizione di qualsiasi iniziativa, volta ad accogliere e a salvare vite umane».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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