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Caso permuta, Masala attacca la giunta

Caso permuta, Masala attacca la giunta

Orosei. Il consigliere di minoranza chiede a Canzano la revoca della concessione

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OROSEI. «Una permuta priva di efficacia in quanto approvata oltre i termini dettati dalla normativa del testo unico degli enti locali». Il consigliere di minoranza Giacomo Masala, contesta la decisione della giunta Canzano per il rinnovo di una permuta di un appezzamento di terreno con relativi caseggiati concessa alla società Italiana Alberghi S.r.l. la in cambio del passaggio al Comune di Orosei di un terreno in località Avale. «Dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, i consigli comunali e la giunta vedono limitati i loro poteri ai soli atti urgenti ed improrogabili – spiega Masala – e quindi non è possibile approvare delibere che comportino acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della giunta, del segretario o di altri funzionari». Per questo motivo, Masala (ricandidato alle prossime amministrative con l’unica lista presentata in paese) invita il sindaco Nino Canzano e il vice segretario comunale Antonio Meloni a revocare la concessione e a limitare le attività di giunta alla normale amministrazione come dettato dalle normative vigenti.

«Per chi si fosse convinto di una mia arrendevolezza o di una mia sudditanza nei confronti dei miei nuovi compagni di viaggio in questa nuova avventura elettorale – spiega Giacomo Masala – dico che non ci sarà da parte mia nessun cambio di passo. Il sottoscritto è aperto a qualsiasi permuta purché questa porti dei guadagni tangibili alla comunità. Ma in questo caso, il guadagno è solo della società in oggetto ed è ingiusta e offensiva nei confronti di tutta la popolazione a cui appartengo. Seguendo la condotta che mi ha contraddistinto in questi anni di amministratore, ne chiedo l'immediata revoca in modo che la prossima amministrazione nel caso si raggiunga il quorum minimo – conclude – possa adottare tutti i provvedimenti del caso e rivederne i contenuti con l'apposizione di un relativo canone economico o in alternativa la stipula di un contratto di convenzione che ricomprenda opere pubbliche di egual valore che siano fruibili da tutta la comunità locale. Nel caso non si provveda alla revoca, se eletti, la sarà occasione di argomentazione del primo consiglio comunale utile per una sua revoca, sulla base delle violazioni normative indicate». (s.s.)

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