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Nuoro

Ferimento di Sandro Arzu, tante piste e mille misteri

di Simonetta Selloni
Ferimento di Sandro Arzu, tante piste e mille misteri

Arzana. Il pregiudicato è stato colpito in campagna da un colpo di pistola Non ha visto chi ha sparato. Sull’episodio, il peso di un passato ingombrante

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ARZANA. Un colpo impreciso, forse per la distanza, o per un movimento improvviso della vittima designata ha evitato il peggio. Comunque sia, è stato un vero e proprio agguato che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche, quello teso martedì sera nelle campagne di Arzana, nel quale è rimasto ferito Sandro Arzu, 52 anni, arzanese con un pedegree criminale di spessore, attualmente sottoposto all’obbligo di soggiorno nel paese. Arzu non è grave, è stato medicato e dimesso dall’ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei dove è stato accompagnato da un automobilista che lo ha soccorso. Ma c’è mancato davvero poco: il proiettile lo ha colpito in un punto tra la spalla e il collo. Questione di centimetri, tanto passa tra la vita e la morte.

La ricostruzione dell’accaduto è stata fatta dallo stesso Arzu ai carabinieri della Compagnia di Lanusei coordinati dal capitano Giuseppe De Lisa. Arzu ha detto di essersi trovato tra la vecchia stazione ferroviaria di Arzana e il centro abitato. Stava andando a prendere dell’acqua, quando dalle spalle ha sentito esplodere un colpo di pistola. Non si è voltato, ha ritenuto più prudente scappare e solo quando si trovato a distanza di sicurezza si è reso conto di esser stato ferito all’altezza della spalla. Ha fermato un automobilista al quale ha chiesto di essere accompagnato a casa, ma l’uomo lo ha portato al pronto soccorso dell’ospedale di Lanusei. Ha quindi avvisato i carabinieri.

Al Nostra Signora della Mercede, Arzu è stato medicato. Il proiettile è entrato e uscito. È stato dimesso e quindi sentito dai carabinieri. «Ha raccontato le circostanze del ferimento, ha detto di non aver visto chi gli ha sparato», ha confermato il suo legale, l’avvocato Francesco Marongiu che – con la collega Rita Dedola – lo ha difeso nel processo per un maxi traffico di cocaina, lo scorso gennaio dal gup a Cagliari. Per quella vicenda, un intreccio tra criminalità sarda, calabrese e albanese, Arzu (e altre 22 persone tra le quali i fratelli) era stato condannato a 18 anni di carcere: l’accusa gli attribuiva un ruolo apicale nella movimentazione di quasi novanta chili di cocaina, per un giro di denaro stimato in circa 3 milioni e 200mila euro.

Ma è anche il passato meno recente a pesare su Arzu, al quale sono stati confiscati beni per 850 mila euro perché ritenuti di provenienza illecita. Sandro Arzu era stato condannato (così come un fratello) per l'omicidio di Bruno Ferrai nel 1993, ritenuto dagli Arzu l’assassino del padre Pietro, ucciso nel l’87.

Le indagini sul ferimento, coordinate dal procuratore della Repubblica di Lanusei Biagio Mazzeo, cercheranno di capire in che direzione ricercare il mancato killer. E non sarà una impresa facile. A meno che non si dia credito alla possibilità che si sia trattato di un proiettile vagante. Ma questa sembra l’ipotesi di lavoro meno accreditata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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