La Nuova Sardegna

Nuoro

Il folk internazionale sbanca a Bolotana

di Federico Sedda
Il folk internazionale sbanca a Bolotana

Successo della 29esima edizione del Festival che ha portato il mondo sul palco

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BOLOTANA. Archiviata l’edizione del 2021 del festival internazionale del folclore, l’associazione Ortachis di Bolotana, che ha promosso l’evento, pensa già alla prossima edizione, la 30esima. «Ora – dice il presidente del sodalizio, Antonello Zolo - guardiamo con fiducia e rinnovato entusiasmo al prossimo anno, quando il festival taglierà il traguardo dei 30 anni. Speriamo davvero che la pandemia sia un brutto ricordo in modo da poter organizzare una grande festa con grandi e partecipati balli di gruppo, musiche etniche emozionanti e sfilate variopinte». Intanto, è calato il sipario sulla 29esima edizione del festival con il gran finale andato in scena nella lunga notte di sabato scorso, che ha messo la parola fine alla manifestazione dedicata alle tradizioni popolari dei popoli di diversi continenti. Nonostante le difficoltà legate alle restrizioni per il contenimento del Covid-19, il consolidato gruppo di lavoro è riuscito a riportare in piazza, e in presenza, la festa dedicata all'incontro tra culture popolari ed etnie senza frontiere. È stato però necessario ripensare l'impostazione originaria della manifestazione, rinunciando alle esibizioni danzanti di gruppo per dare, invece, spazio alle sonorità e alle musiche sul palco allestito nel grande e panoramico spazio del bastione San Pietro. Il tempo, nel corso della prima serata di venerdì scorso, non è stato clemente, ma gli organizzatori non si sono persi d’animo: in un batter d’occhio hanno trasferito la manifestazione nel vicino locale comunale del centro di aggregazione sociale. Tutto così è filato liscio. Il pubblico, in possesso del green pass, ha potuto assistere alle percussioni dei gambiani Kora Band, alla forza travolgente dei salentini Scazzicapieti, al neo folk del gruppo Monsieur Doumani di Cirpo, ai ritmi brasiliani dei Feira de Mangaio, alle musiche dei polistrumentisti portoghesi Albaluna, alle esibizioni del sorprendenti gruppo Rota Temporis, al percorso cine-musicale de Il Klan, fino alla sonora sardità doc dell'organetto di Tore Delussu e del gruppo Ballade ballade bois. La diretta, trasmessa sulla pagina Facebook di Laura Laccabadora, ha consentito di raggiungere gli emigrati e tutti coloro che non hanno potuto assistere dal vivo. «Siamo soddisfatti di questa 29esima edizione – conclude Antonello Zolo – Abbiamo affrontato molti problemi a causa della pandemia e del maltempo, ma alla fine, con l’impegno di tutti, siamo riusciti a realizzare una due giorni di musica e spettacolo di grande livello».



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