La Nuova Sardegna

Nuoro

Allarme sanità: chiude pediatria

di Giusy Ferreli
Allarme sanità: chiude pediatria

Lanusei. Sospensione temporanea delle attività nel reparto e nel punto nascita dell’ospedale

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LANUSEI. Cronaca di una chiusura annunciata: la pediatria e il nido dell’ospedale di Lanusei chiudono (temporaneamente) i battenti per mancanza di specialisti. La sospensione del servizio, eventualità minimizzata dalle rassicurazione rivolte dai vertici della Assl ai sindaci ogliastrini nell’ultima conferenza sociosanitaria di fine agosto, era nell’aria da tempo e si è concretizzata ieri per la malattia di due medici. L’unità operativa di pediatria e neonatologia – come da comunicazione del commissario straordinario dell’area sociosanitaria Ugo Stochino – rimarrà chiuso sino a lunedì, ragione per cui tutti i bimbi ogliastrini che malauguratamente dovessero aver bisogno dell’assistenza pediatrica ospedaliera dovranno rivolgersi agli altri presìdi della Sardegna. Alla stessa maniera le gestanti in procinto di partorire dovranno andare altrove per poter dare alla luce i loro bambini in sicurezza. Questo sino a martedì, data prevista della riapertura del reparto. Una prima chiusura, ad onore del vero, è stata scongiurata rocambolescamente all’inizio di settimana quando i problemi di organico sono stati risolti all’ultimo momento. La sconfortante notizia, che si aggiunge alla lunga serie di tagli ai servizi del Nostra Signora della Mercede, è stata accolta con una buona dose di rammarico da parte del sindaco Davide Burchi. Che ricorda gli innumerevoli confronti con i vertici regionali, sinora infruttuosi, sulla problematica relativa alla cronica mancanza di specialisti. «Da tempo – incalza il primo cittadino – si conoscevano le criticità del reparto. Siamo arrivati a questo punto senza che nessuno, in Regione e Ats, trovasse una soluzione efficace, soluzione che non può essere certo affidata alla possibilità che gli operatori non si ammalino».

Per il sindaco Burchi, che sembra abbandonare l'afflato diplomatico che lo ha sempre contraddistinto, è arrivato il momento di garantire un servizio degno di questo nome a tutti i cittadini. A partire proprio dai soggetti più fragili: i bambini. «Occorre un intervento immediato per rilanciare il reparto e l’intero ospedale, altrimenti – tuona l’amministratore comunale – ci dicano chiaramente cosa vogliono fare di questa struttura sanitaria che per i cittadini dell’Ogliastra rappresenta un rifermento indispensabile». I problemi non riguardano solo la pianta organica di pediatria, decimata da trasferimenti e congedi per malattia e dalla quale dipende anche la sopravvivenza del punto nascita, ma molte altre unità operative che peraltro sono quasi tutte senza primario. La vicenda ha registrato, inoltre, la durissima presa di posizione dell’unico rappresentante dell’Ogliastra in Consiglio regionale. «Nella terra della longevità non si può più nascere» attacca l’esponente dem Salvatore Corrias che prefigura uno scenario fosco. «È il primo passo, questo, verso la fine di tutto: non poter nascere significa morire. E non basta più, ormai, l’abnegazione degli operatori in servizio, né l’alibi pronto dei medici indisponibili. Non basta più, soprattutto, la pazienza di chi crede che le cose possano cambiare» incalza il consigliere regionale e sindaco di Baunei che, come prima soluzione, propone di far arrivare subito gli specializzandi. «Si diano loro – è la sua conclusione – le giuste motivazioni, si faccia l’impossibile per porre rimedio a questo disastro». Un disastro annunciato, preceduto da innumerevoli segnali che, tuttavia non sono stati colti. Sino allo sconfortante epilogo di ieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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