“Stazione Garibaldi” confronto tra Soddu e i suoi predecessori
di Francesco Pirisi
All’esordio dell’associazione politica e culturale di sinistra L’immagine prevalente è quella di una città in crisi d’identità
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NUORO. Si confrontano, s’intendono e si criticano il sindaco attuale Andrea Soddu e i suoi predecessori. L’idea condivisa è che la Regione Sardegna da anni si sia dimenticata del territorio nuorese. Mentre lo scontro è nella visione che si ha della città e sulle prospettive. L’analisi ha come contesto l’inaugurazione dell’associazione “Stazione Garibaldi”, creata da alcuni esponenti della sinistra. Nella sede del Corso Garibaldi la presentano Elena Carta e Francesco Manca, dirigenti provinciali del Pd, insieme a Natascia Demurtas, consigliera comunale. Il quarto uomo, assente alla “prima”, è l’ex presidente delle Acli, Salvatore Urru. La schiera degli ex sindaci è rappresentata da Annico Pau, Franco Mariano Mulas, Mario Zidda e Alessandro Bianchi, che intervengono sui temi proposti da Roberto Cadeddu, anch’egli con un passato da amministratore. L’attualità di Nuoro. L’immagine che prevale è quella di una città in crisi d’identità e della quale non si vede il cammino futuro. La pensa così Pau, repubblicano, sindaco negli anni ’80: «Vedo un Comune e una comunità staccati dal territorio – dice – e questo è un limite anche nelle rivendicazioni nei confronti della Regione e dello Stato. Un esempio su tutti – aggiunge – la vertenza sull’indebolimento della sanità, con diverse iniziative che non si uniscono». L’indebolimento dell’ospedale di Nuoro e della medicina territoriale è anche l’elemento di allarme che cita Bianchi: «L’ospedale e gli altri presidi li ho definiti come “la Fiat di Nuoro e della provincia”, ma hanno perso pezzi che non sarà facile riportare al loro posto. Credo nella cultura, nell’università – continua Bianchi – però senza servizi Nuoro non si salva». La replica di Soddu chiede innanzitutto di cambiare l’impostazione: «Le difficoltà di Nuoro – dice – sono quelle di tante aree interne della Sardegna e della penisola, segnate dallo spopolamento. La nostra amministrazione vuole bloccare l’impoverimento economico e rendere la città più attrattiva. Certo, sulla sanità – aggiunge – non si ragiona in termini unitari nel territorio». Programmi e idea amministrativa. Su questi due punti il divario tra il primo cittadino e gli “ex” è più marcato. Zidda, per 10 anni alla testa di una maggioranza di centro-sinistra, dopo avere soprattutto ascoltato esce allo scoperto, con un attacco: «Non se ne parla molto, ma credo che uno dei limiti del governo del Comune sia l’assenza di continuità amministrativa. La tendenza – spiega – è quella di cancellare progetti già impostati, come quello per trasformare l’ex mulino Gallisai nella scuola dell’antropologia visuale, che avrebbe sfornato professionalità nel settore. Il polo universitario – aggiunge – doveva distinguersi per dei corsi specialistici e unici, mentre spesso vengono decentrati insegnamenti già presenti a Sassari e Cagliari». L’amministrazione Soddu dovrà dimostrarsi una super-efficienza anche in quel progetto rivoluzionario, che è il piano delle periferie, per il pericolo che avanza Annico Pau: «Tutti siamo riusciti a farci finanziare opere importanti – rimarca – ma poi è mancata la capacità di gestirle». L’università non si tocca, è questo in sintesi il ragionamento dell’attuale primo cittadino, quando riprende la parola: «Nel momento in cui sono stato eletto – ricorda Soddu – gli iscritti erano 500, oggi sono 900. Non mi arrogo i meriti, ma questa comunque è la realtà. Nuoro – aggiunge – può riacquistare il ruolo di centro del sistema territoriale proprio grazie all’università, che dovrà essere luogo di didattica e ricerca». Il confronto mai sopra le righe, si accende ancora sul fatto che piani e progetti del passato siano stati accantonati. Soddu: «I cittadini hanno votato un anno fa per la continuità amministrativa». Zidda: «Ma non hanno votato per la discontinuità».
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