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Dal Memorial Sandro Sechi nasce “La città del QR code”

di Giulia Serra
Dal Memorial Sandro Sechi nasce “La città del QR code”

MACOMER. Dopo una lunga sospensione, dovuta al protrarsi dell’emergenza sanitaria, si è finalmente ultimato il progetto sviluppato all’interno del primo urban contest di libera espressività dedicato...

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MACOMER. Dopo una lunga sospensione, dovuta al protrarsi dell’emergenza sanitaria, si è finalmente ultimato il progetto sviluppato all’interno del primo urban contest di libera espressività dedicato alla memoria di Sandro Sechi, giornalista, cineoperatore Rai, pioniere della radio libera a Macomer e fondatore di Azzurra Televisione, scomparso prematuramente nel 2005. A vincere il contest, ideato e voluto dall’associazione culturale Maart City Heart, era stata l’idea proposta da Massimiliano Cadoni e Gianluca Atzori, “La città del QR code”. Oggi quel progetto, nato dall’esigenza di rappresentare ed interpretare le potenzialità delle nuove forme di comunicazione, è diventato una realtà operativa e fruibile. Attraverso l’installazione di cinque targhe descrittive con QR code per la lettura tramite smartphone, è stato creato un percorso che muove i suoi passi dalla sede di Maart City Heart, per toccare ed esplorare alcuni tra i più importanti siti turistici, religiosi e culturali cittadini: Tamuli, casa Melchiorre Murenu, casa Attene, casa Museo etnografico le Arti antiche e Chiesa di San Pantaleo. «Grazie all’urban contest di libera espressività, si avrà la possibilità di usufruire anche di questo servizio» dice la presidente Maart Barbara Scarpa sottolineando la volontà dell’associazione di dedicare il percorso ad un grande creativo macomerese come Sandro Sechi. «Una persona preziosa che si è sempre distinta per fantasia, creatività, professionalità e generosità – aggiunge l’art director Maart Marco Benevole ricordando il contributo e le intuizioni di Sechi in ambito radiofonico e non solo –. Noi siamo partiti da lì, dal modo di comunicare degli anni 70/80, “dal gettone telefonico e dalla dedica radiofonica”, per arrivare agli sms degli anni 90 con i primi telefonini, fino ai giorni nostri, all’interconnessione digitale tra giovani in un mondo che improvvisamente si è ristretto, divenendo un villaggio globale, aprendosi a nuovi scenari fino a creare nuove opportunità di comunicazione sul territorio».

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