Patto con il Psd’Az, crescono i contrari

Bosa. In maggioranza salgono a tre gli oppositori all’accordo Al lavoro chi cerca un’intesa per evitare il rischio frattura

BOSA. Nella maggioranza che governa la città del Temo si allarga la frangia di oppositori a un eventuale accordo con il Partito sardo d’Azione che prevedesse l’ingresso in giunta di un assessore tecnico. Questa una delle indiscrezioni filtrate dopo la riunione di venerdì scorso tra le componenti di Un’Altra Bosa, con all’ordine del giorno la rimodulazione delle deleghe in chiave di allargamento al Psd’Az tra le mura amiche. Dopo le dimissioni dell’ormai ex vice sindaco e responsabile in settori chiave dell’amministrazione, Alessandro Campus, il fronte dei “dubbiosi” sull’allargamento della compagine di maggioranza al Psd’Az, rappresentato in uno dei gruppi di opposizione, arriva a quanto pare a quota tre componenti. Lo stesso Campus, che non era presente neanche alla riunione di venerdì 17, un assessore in carica e un consigliere comunale. Queste le voci insistenti sull’esito dell’incontro, rispetto alla proposta di allargare il fronte interno con la possibile attribuzione di un assessorato ad un tecnico esterno di area Psd’Az a quanto pare avanzate.

Il clima in maggioranza insomma non sarebbe proprio di bonaccia, e per ora la possibile soluzione avanzata con forza nei giorni scorsi, quella di rimettersi le magliette dei partiti con disco verde al Psd’Az, previa valutazione della sezione dei quattro mori di Bosa, sembra ferma al palo. Al lavoro invece sarebbero già i pontieri, sindaco in testa, per cercare di trovare una intesa che scongiuri l’allargamento da crepa a frattura del dissenso. Altra indiscrezione quella della possibile nascita di un gruppo autonomo dei “dissidenti” in consiglio, con a quel punto probabili sorprese di volta in volta nelle votazioni in aula, anche se sarebbe scongiurata la collocazione in opposizione. Voci, che comunque si ripetono da giorni, per il momento. Non resta che attendere gli eventi conclamati. Sempre che la crisi non approdi prima in Consiglio, anche se per ora le opposizioni non sono intervenute apertamente nel dibattito. La riunione di venerdì scorso, che avrebbe dovuto sancire una nuova definita rotta di Un’Altra Bosa, foriera anche di una ipotesi di assestamento nell’esecutivo rispetto al monte deleghe curato ad interim dal sindaco dopo le dimissioni di Campus, sarebbe durata molto meno del previsto e risolta con un arrivederci. Probabilmente non troppo lungo, anche perché nelle prossime settimane ci sarà da discutere sulle indicazioni rispetto ai fondi del Piano nazionale di rinascita e resilienza, il treno di rinascita in arrivo.

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