LA LETTERA
«Solo e soltanto propaganda, mancano ancora le risposte»
di SEBASTIAN COCCO (*)
Migliaia di persone l’altro ieri a Cagliari da diversi centri della Sardegna hanno manifestato tutto il malcontento sul diritto alla salute, fortemente conculcato da un sistema sanitario inadeguato e...
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Migliaia di persone l’altro ieri a Cagliari da diversi centri della Sardegna hanno manifestato tutto il malcontento sul diritto alla salute, fortemente conculcato da un sistema sanitario inadeguato e inefficiente. Le voci di protesta di sindaci, comitati, studenti, collettivi e sindacati, ma soprattutto quelle di dolore dei malati hanno, ancora una volta, spezzato il ritmo di una giornata afosa e cercato di richiamare l’attenzione di un capoluogo che, nella sua quotidiana distratta frenesia, sembra che mastichi e sputi, pigramente, tutto ciò che proviene extra moenia. C’era anche Nuoro, con gli esercenti che in città hanno abbassato le saracinesche per solidarietà e altri molti altri cittadini in trasferta. A loro va il mio personale ringraziamento. E c’era il consiglio comunale convocato appositamente, a distanza di sette mesi da quello tenuto al Teatro Eliseo, sotto il palazzo del consiglio regionale, per dare voce e fiato a chi è stremato dal disfacimento della sanità pubblica: ritardi nelle visite specialistiche (ritardi che miracolosamente svaniscono col vergognoso abuso del sistema intramoenia), lista d’attesa infinite, assenza dei medici di base e dei pediatri, pazienti mandati in strutture distanti chilometri, reparti del San Francesco (chirurgia, di cardiologia, di medicina nucleare e di radiologia) allo sbando. Ma anche ieri dall’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, nessuna risposta soddisfacente e ancora pura propaganda. Nessun mea culpa sul fatto che la maggioranza dei medici è stata collocata in pensione per effetto del meccanismo “quota 100”, voluto dal suo partito, la Lega. Nessuna assunzione di responsabilità in merito all’aumento delle risorse in favore della sanità privata a discapito di quella pubblica. Nessun atto concreto in favore delle piccole comunità del centro Sardegna, abbandonate al loro destino da una Regione onnivora di potere e digiuna di servizi. Assoluta soggezione a uno Stato che applica criteri uguali su zone disomogenee, fatte salve alcune insufficienti regole di adattamento territoriale, come se il tragitto da Rho a Cologno Monzese fosse identico a quello tra Nuoro e Sorgono. Questa maggioranza regionale dovrebbe smettere di litigare sugli assetti di potere e concentrarsi sulle reali esigenze dei sardi. Se l’assessore Nieddu facesse un giro nelle nostre realtà scoprirebbe che, sì, c’è vita anche dopo Monastir e che le aree interne sono popolate di persone stufe di disagevoli e costosi pellegrinaggi sanitari verso i grandi centri. Aspetti questi, del tutto indifferenti al Presidente Solinas, che ieri neppure si è presentato all’incontro. Due anni e mezzo sono sufficienti per fare un bilancio del proprio operato e per far cadere l’alibi della colpa sui predecessori. E se non si è in grado di affrontare e risolvere le sfide che una moderna ed efficiente gestione della sanità pubblica pone, sarebbe più dignitoso farsi da parte e andare a casa. Peraltro, parrebbe che loro non abbiano alcuna difficoltà a ottenerne il mutuo per l’acquisto.
(*) Presidente
del Consiglio Comunale
di Nuoro
(*) Presidente
del Consiglio Comunale
di Nuoro
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