processo
Dal giudice per minacce e lesioni Padre, madre e figlia assolti
NUORO. Erano accusati di minaccia aggravata e lesioni. Ieri sono stati assolti dal giudice, perché il fatto non sussiste. Gianni Mulas, Caterina Sanna e Antonella Mulas (marito, moglie e figlia),...
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NUORO. Erano accusati di minaccia aggravata e lesioni. Ieri sono stati assolti dal giudice, perché il fatto non sussiste. Gianni Mulas, Caterina Sanna e Antonella Mulas (marito, moglie e figlia), difesi dall’avvocato Basilio Brodu, erano accusati di aver minacciato e aggredito Andrea Gallu che si è costituto parte civile con l’avvocato Francesco Lai. Secondo l’accusa, Antonella Mulas rivolgendosi alla persona offesa avrebbe pronunciato la frase: pago qualcuno e ti faccio ammazzare. Reato che, per il pm Francesca Pala, non sussiste. «Seppure quella frase sia stata pronunciata – ha detto – è stata detta in un particolare contesto». Gianni Mulas e Caterina Sanna, il 24 giugno 2017 avrebbero aggredito Gallu causandogli lesioni guaribili in 10 giorni. Secondo i fatti, Mulas avrebbe colpito la persona offesa alle spalle con un tubo di ferro, mentre Caterina Sanna le avrebbe sferrato dei pugni sulla testa e l’avrebbe graffiata sul viso e sul collo, durante una lite scoppiata a seguito di offese reciproche. «L’imputata Sanna – ha detto il pm – secondo il capo d’imputazione, con il suo atteggiamento avrebbe concorso nelle lesioni aggravate, partecipando attivamente all’aggressione di Gallu. Dall’istruttoria dibattimentale, però, tutto questo non è emerso. Potrebbe aver agito con l’intento di fermare il marito, ma non con la volontà di partecipare alle lesioni. Quindi rubricherei l’ipotesi di reato in percosse». Per quanto riguarda i due protagonisti della vicenda, che anche davanti al giudice di Pace hanno fornito versioni opposte, il pm ha escluso l’aggravante dell’uso dell’arma e chiesto la condanna di Mulas al pagamento di 300 euro di multa. Di parere contrario la difesa che ha insistito sulla poca credibilità della persona offesa. «La frase minacciosa e il gesto della croce che Antonella Mulas avrebbe rivolto a Gallu, non è mai stata pronunciata – ha detto l’avvocato Brodu –. In quel contesto c’erano tante persone e Antonella Mulas, nel momento in cui avrebbe detto quelle frasi era in compagni di un carabiniere. Quelle minacce non si sono mai verificate. Nerssuno le ha sentite». La difesa, prima di chiedere al giudice una sentenza di assoluzione per i suoi assistiti, ha insistito ancora sulla narrazione offerta dalla persona offesa, e sulla certificazione medica da lui prodotta. «Quando Gallu dice di essere stato colpito con una sbarra di ferro, dice una menzogna, viste le lesioni riportate. Quando nega di aver colpito Mulas con la testa, nonostante questi sia stato suturato con dei punti, dice una bugia. La credibilità di Gallu è provata nella sua inesistenza». (k.s.)
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