«Grazia Deledda, tenace e universale»
di Luciano Piras
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella apre le celebrazioni. I messaggi di Solinas e di Casellati per il Nobel
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NUORO. «A 150 anni dalla nascita di Grazia Deledda, la Repubblica celebra una donna di grande talento, una scrittrice sensibile e profonda, una personalità che ha dato lustro al Paese fino a conseguire – unica donna italiana – il Premio Nobel per la letteratura nel 1927». È il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad aprire ufficialmente le celebrazioni deleddiane con un messaggio pubblicato ieri sul sito internet del Quirinale. «Sentiva la forza delle proprie radici – sottolinea il capo dello Stato parlando di Grazia Deledda –, nella Sardegna che le ha dato i natali e l’ha resa partecipe di quell’umanità che ha poi descritto con realismo nelle sue storie intense e drammatiche. Ha provveduto per gran parte da sola alla propria formazione culturale e anche all’avvio della carriera di scrittrice: proprio la personale tenacia è stata ragione non secondaria della sua affermazione e dell’apprezzamento che ha saputo conquistare tra i letterati europei».
«Con impegno e costanza – evidenzia ancora Mattarella – ha continuato a lavorare e a perfezionare le capacità espressive, anche dopo i primi romanzi di successo. Questo le ha consentito di sviluppare, nei racconti, il suo ricco mondo interiore. La narrazione di Grazia Deledda aveva una forte carica etica, che ha contribuito a rendere universali il dolore, il calore, i sentimenti dei personaggi tratti dalla sua terra. La sua visione dell’esistenza umana, unita alle qualità delle opere, venne pienamente riconosciuta nelle motivazioni del Nobel, che esaltarono “la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale”. Una eredità che rende ancor più ricco il patrimonio della letteratura italiana».
Sempre ieri, 27 settembre, a 150 anni esatti dalla nascita del Premio Nobel, anche il presidente della Regione Christian Solinas ha dato il via alle celebrazioni in onore di Grazia Deledda intitolandole una sala della sede di rappresentanza della Regione, Villa Devoto. Solinas ha scoperto una targa e un ritratto fotografico.
«L’identità e l’autenticità della Sardegna sono state proposte al mondo dall’opera della Deledda – dice il presidente della Regione –; ha trasmesso al mondo e al consesso letterario il senso dell’altruità e dell’altrove, e cioè che esisteva un luogo e un popolo con differenze e peculiarità altamente qualificanti, che hanno costretto tutti a fare i conti con la grande ricchezza di un mondo, di un volto e di tradizioni che si inseriscono nel contesto europeo con la loro importanza. È un modo – conclude Solinas nel suo messaggio –, non per staccarsi ma per unirsi meglio, e confrontarsi in un equilibrio armonioso».
Sono di qualche giorno fa, invece, le parole che la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha inviato con una lettera all’indirizzo del sindaco di Nuoro Andrea Soddu: «Impegni istituzionali non mi consentono di condividere con voi le emozioni di queste giornate, ma desidero esprimere il mio sincero apprezzamento per l’impegno e l’entusiasmo con cui l’amministrazione comunale di Nuoro e tutta la cittadinanza si sono dedicate all’organizzazione di questo importante appuntamento – sottolinea la seconda carica dello Stato –. Un’occasione per ricordare una delle figure artistiche e culturali più significative della letteratura italiana: un’instancabile, intensa e sensibile narratrice della sua terra e della nostra storia, conosciuta ed amata in tutto il mondo. Un’opportunità, soprattutto, per raccontare come il Nobel per la letteratura conquistato nel 1927 da Grazia Deledda, prima donna italiana insignita di questo prestigioso riconoscimento, rappresenti da sempre un grande simbolo di riscatto, emancipazione e progresso. Il riscatto di una bambina – scrive la presidente del Senato – che silenziosa si ribella al retaggio di una società patriarcale e, inseguendo il proprio sogno di arte e libertà, a quindici anni pubblica i primi scritti su un quotidiano locale. Il successo di una donna che, con tenacia e orgoglio, vince barriere e pregiudizi, si costruisce il proprio destino e diventa un esempio per tante generazioni di donne».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Con impegno e costanza – evidenzia ancora Mattarella – ha continuato a lavorare e a perfezionare le capacità espressive, anche dopo i primi romanzi di successo. Questo le ha consentito di sviluppare, nei racconti, il suo ricco mondo interiore. La narrazione di Grazia Deledda aveva una forte carica etica, che ha contribuito a rendere universali il dolore, il calore, i sentimenti dei personaggi tratti dalla sua terra. La sua visione dell’esistenza umana, unita alle qualità delle opere, venne pienamente riconosciuta nelle motivazioni del Nobel, che esaltarono “la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale”. Una eredità che rende ancor più ricco il patrimonio della letteratura italiana».
Sempre ieri, 27 settembre, a 150 anni esatti dalla nascita del Premio Nobel, anche il presidente della Regione Christian Solinas ha dato il via alle celebrazioni in onore di Grazia Deledda intitolandole una sala della sede di rappresentanza della Regione, Villa Devoto. Solinas ha scoperto una targa e un ritratto fotografico.
«L’identità e l’autenticità della Sardegna sono state proposte al mondo dall’opera della Deledda – dice il presidente della Regione –; ha trasmesso al mondo e al consesso letterario il senso dell’altruità e dell’altrove, e cioè che esisteva un luogo e un popolo con differenze e peculiarità altamente qualificanti, che hanno costretto tutti a fare i conti con la grande ricchezza di un mondo, di un volto e di tradizioni che si inseriscono nel contesto europeo con la loro importanza. È un modo – conclude Solinas nel suo messaggio –, non per staccarsi ma per unirsi meglio, e confrontarsi in un equilibrio armonioso».
Sono di qualche giorno fa, invece, le parole che la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha inviato con una lettera all’indirizzo del sindaco di Nuoro Andrea Soddu: «Impegni istituzionali non mi consentono di condividere con voi le emozioni di queste giornate, ma desidero esprimere il mio sincero apprezzamento per l’impegno e l’entusiasmo con cui l’amministrazione comunale di Nuoro e tutta la cittadinanza si sono dedicate all’organizzazione di questo importante appuntamento – sottolinea la seconda carica dello Stato –. Un’occasione per ricordare una delle figure artistiche e culturali più significative della letteratura italiana: un’instancabile, intensa e sensibile narratrice della sua terra e della nostra storia, conosciuta ed amata in tutto il mondo. Un’opportunità, soprattutto, per raccontare come il Nobel per la letteratura conquistato nel 1927 da Grazia Deledda, prima donna italiana insignita di questo prestigioso riconoscimento, rappresenti da sempre un grande simbolo di riscatto, emancipazione e progresso. Il riscatto di una bambina – scrive la presidente del Senato – che silenziosa si ribella al retaggio di una società patriarcale e, inseguendo il proprio sogno di arte e libertà, a quindici anni pubblica i primi scritti su un quotidiano locale. Il successo di una donna che, con tenacia e orgoglio, vince barriere e pregiudizi, si costruisce il proprio destino e diventa un esempio per tante generazioni di donne».
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