arcadu (forza italia)
«Ripartiamo della prevenzione e dall’assistenza territoriale»
NUORO. «L’ennesimo invito alla classe politica e dirigente affinchè il diritto alla salute venga tutelato e garantito con il massimo rispetto ed il massimo impegno». Il vice presidente del consiglio...
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NUORO. «L’ennesimo invito alla classe politica e dirigente affinchè il diritto alla salute venga tutelato e garantito con il massimo rispetto ed il massimo impegno». Il vice presidente del consiglio comunale di Nuoro Angelo Arcadu legge così la manifestazione del 24 settembre scorso a Cagliari contro lo smantellamento della sanità territoriale. «Perché in sanità è cosi difficile che si verifichino cambiamenti?» si chiede l’esponente di Forza Italia. Farmacista di professione, subito risponde: «In primo luogo per via della notevole complessità del nostro sistema sanitario, ma sicuramente la coordinazione e la gestione giocano ruoli fondamentali. Partiamo dall’idea che la governance della sanità pubblica sarà sempre inevitabilmente una governance di tipo politico. Si prenda allora atto che l’unico modo per migliorare la sanità non è tanto quello di spezzare il legame con la politica, come molti pensano, bensì è quello di migliorare con la politica. Nelle zone in cui vi è una “buona politica”, a prescindere dai partiti presenti, vi è anche una buona sanità e viceversa».
Un master di 2° livello in direzione di strutture sanitarie conseguito all’università di Sassari, un master in management sanitario presso l’università Bocconi di Milano. Angelo Arcadu suggerisce: «Abbandoniamo quindi il concetto di “protagonista solitario”, che non funziona se parliamo di sanità pubblica, e pensiamo invece che la collaborazione è alla base di tutti i miglioramenti produttivi, avendo sempre il cittadino al centro di qualsiasi intervento di riforma. Piuttosto che puntare ad interventi su vasta scala, spesso lunghi e inconcludenti, valutiamo piccole iniziative che ci permettano di migliorare l’efficacia nel rispondere ai bisogni di cura delle persone, anche alla luce delle criticità emerse durante la pandemia Covid. Per fare ciò si miri a rafforzare la prevenzione e l’assistenza territoriale». «Non più una visione esclusivamente di budget per il controllo della spesa sanitaria – spiega Arcadu –, non più una visione a comparti della sanità, ma una visione a 360 gradi dell’assistenza, andando incontro alle esigenze del cittadino quale effettivo fruitore del servizio. La logica dei tagli del budget in effetti è dannosa dal momento che tende a controllare la spesa senza valutare il reale fabbisogno e soprattutto l’impatto dell’evoluzione dei sistemi di cura durante l’erogazione dei servizi sanitari. A riguardo penso sia doveroso considerare il tema dell’utilizzo dei fondi del Pnrr, un’occasione di rilancio, di investimento e crescita che potrebbe restituire piena sostenibilità economica a tutto il territorio».
Un master di 2° livello in direzione di strutture sanitarie conseguito all’università di Sassari, un master in management sanitario presso l’università Bocconi di Milano. Angelo Arcadu suggerisce: «Abbandoniamo quindi il concetto di “protagonista solitario”, che non funziona se parliamo di sanità pubblica, e pensiamo invece che la collaborazione è alla base di tutti i miglioramenti produttivi, avendo sempre il cittadino al centro di qualsiasi intervento di riforma. Piuttosto che puntare ad interventi su vasta scala, spesso lunghi e inconcludenti, valutiamo piccole iniziative che ci permettano di migliorare l’efficacia nel rispondere ai bisogni di cura delle persone, anche alla luce delle criticità emerse durante la pandemia Covid. Per fare ciò si miri a rafforzare la prevenzione e l’assistenza territoriale». «Non più una visione esclusivamente di budget per il controllo della spesa sanitaria – spiega Arcadu –, non più una visione a comparti della sanità, ma una visione a 360 gradi dell’assistenza, andando incontro alle esigenze del cittadino quale effettivo fruitore del servizio. La logica dei tagli del budget in effetti è dannosa dal momento che tende a controllare la spesa senza valutare il reale fabbisogno e soprattutto l’impatto dell’evoluzione dei sistemi di cura durante l’erogazione dei servizi sanitari. A riguardo penso sia doveroso considerare il tema dell’utilizzo dei fondi del Pnrr, un’occasione di rilancio, di investimento e crescita che potrebbe restituire piena sostenibilità economica a tutto il territorio».
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